Per ridurre i pesticidi, la Francia sperimenta i droni agricoli, l’Italia gli algoritmi

La Francia sta sperimentando i droni come mezzo per spruzzare pesticidi: la nuova pratica potrebbe portare a trattamenti più precisi, nonché a una riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari. Negli ultimi anni, l’uso dei droni agricoli è aumentato perché permette di spruzzare trattamenti fitosanitari il più vicino possibile a dove sono necessari.

Ma questi veicoli aerei senza pilota (UAV) potrebbero rivoluzionare il settore?

“Con i droni agricoli, ottimizziamo la nebulizzazione e possiamo quindi prestare maggiore attenzione al numero di prodotti utilizzati”, ha spiegato Mikaël Montagner del produttore internazionale di droni, Drone Volt.

Con gli ultimi dati sulle vendite per il 2018 che mostrano un allarmante aumento del 21% nell’uso dei pesticidi, il settore agricolo francese rimane fortemente dipendente dagli input nonostante il cosiddetto piano di riduzione dei pesticidi “Ecophyto” in Francia che cerca di dimezzare l’uso di questi prodotti chimici dal 2008.

In altre parole, la Francia si trova ad affrontare una sfida senza precedenti nel tentativo di ridurre l’uso di prodotti fitosanitari. L’utilizzo dei droni, a differenza della spruzzatura aerea che è vietata, dovrebbe consentire una diminuzione dell’uso dei fitofarmaci. Per il momento la pratica è in via di sperimentazione ma l’obiettivo è di iniziare ad utilizzare entro il 2021.

Questi droni agricoli, consentono agli agricoltori di accedere ad aree difficili da raggiungere con gli strumenti agricoli tradizionali, nonché di perfezionare il numero di prodotti utilizzati prendendo di mira le parti del terreno che richiedono un trattamento. Unica pecca: l’uso dei droni agricoli richiede una mobilitazione di risorse enorme: oltre al costo del drone, che può ammontare a circa € 30.000, l’operazione di nebulizzazione deve essere eseguita da un pilota esperto.

E in Italia l’agricoltura di precisione si fa hi tech

La tecnologia e l’innovazione applicate all’agricoltura per migliorare efficienza e diminuire l’impatto ambientale godono, anche in Italia, di diversi esempi. Esistono migliorie che possono cambiare di molto la vita anche a quelle aziende che non possono permettersi grossi investimenti iniziali o che preferiscono puntare sulla previsione di criticità in arrivo. Oltre 200 di queste, in Italia, Spagna, Grecia, e America, si sono rivolte a Elaisian, una start-up italiana, che si occupa di elaborazione dati dai campi coltivati a ulivi e vite. Damiano Angelici, ceo di Elaisian spiega: “Ad oggi vai in campo, usi pesticidi e concimi, ma lo fai dopo che si è presentata una problematica, quando è tardi. Ma noi sappiamo come nascono e come si sviluppano le patologie. Quindi siamo andati a installare delle stazioni agrometereologiche totalmente automatizzate per raccogliere i dati climatici. Una volta raccolti e immagazzinati on line, li analizziamo tramite i nostri algoritmi”. L’agricoltore a sua volta si connette a una sua pagina internet personale dove consultare l’andamento del suo campo e su cui riceve notifiche e alert per prevenire le avversità.
“Anticipiamo da 5 a 10 giorni l’arrivo di malattie in campo. Oltre ai dati in tempo reale abbiamo 10 anni di storico, e in più i dati fissi sul microclima e la tipologia di appezzamento su cui andiamo a operare” spiega Angelici, che racconta come in un caso studio di un suo cliente, ben 3 trattamenti su 4 erano stati risparmiati. In generale, secondo Elaisian, si riescono ad abbattere i costi fino al 30% e aumentare la produttività fino al 15-20%. Percentuali che trasformate in euro fanno davvero la differenza.