Coronavirus, le vostre domande e le risposte degli esperti

Quali sono i sintomi più comuni del CoVid-19? Se abito nella “zona rossa” e sono obbligato a stare a casa devo inviare il certificato medico all’azienda? Il tampone per verificare se ho contratto o meno la malattia, si può acquistare in farmacia? Abbiamo provato a racchiudere in questo articolo le risposte di virologi, esperti del ministero della Salute e Orgnizzazione Mondiale della Sanità alle domande più comuni sul CoVid-19.

Quali sono i sintomi più comuni del CoVid-19?

I sintomi del Covid-19 assomigliano molto a quelli dell’influenza e delle forme parainfluenzali, per questo si creano molti falsi allarmi prima che le analisi di laboratorio consentano una diagnosi certa. Febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari sono i più comuni. Segnalati anche congiuntiviti, disturbi intestinali e diarrea, sebbene più rari. Nei casi più seri si manifestano polmoniti che possono portare a gravi insufficienze respiratorie e insufficienza renale.

Posso fare il tampone a casa?

Sebbene il tampone ha un costo accessibile, la sua esecuzione non è semplice e non può essere fatta in maniera autonoma. Deve essere fatto da mani esperte per non rischiare falsi negativi. Inoltre dopo il test il tampone deve essere infilato in un gel per proteggere il virus. Insomma tutta la catena di conservazione deve essere eseguita in modo corretto.

Che faccio se avverto alcuni sintomi?

Chi riscontra sintomi simil-influenzali o problemi respiratori non deve andare al Pronto soccorso e neppure recarsi nello studio del medico di base bensì chiamare il numero 112 (nelle Regioni dove è attivo il numero unico di emergenza) o il 118 e illustrare la situazione. Ogni caso verrà valutato singolarmente e verrà spiegato che cosa fare. A tutti i medici di medicina generale in queste ore è stato distribuita una scheda di triage telefonico con domande da porre ai pazienti che si sospetta potrebbero essere contagiati da coronavirus per fare una prima diagnosi. Per informazioni generali chiamare il 1500, numero di pubblica utilità attivato dal ministero della Salute. Una nota al riguardo: abbiamo provato sia ieri sera che questa mattina a prendere contatti con il numero di pubblica utilità del ministero della Salute ma non ci siamo riusciti. Ieri sera partiva una segretaria che invitava a connettersi al sito internet del ministero della Salute mentre questa mattina era costantemente occupato. Speriamo si tratti di nostra sfortuna ma sarebbe grave non riuscire a contattare gli esperti del ministero. Per chi vive in Veneto e in Lombardia, le regioni hanno attivato un numero verde: 800.89.45.45 (Lombardia) e 800.46.23.40 (Veneto).

Come può avvenire il contagio?

Il coronavirus si trasmette da persona a persona, in genere dopo contatti stretti: in famiglia, in ambienti di lavoro e in luoghi molto affollati come possono essere scuole, supermercati, uffici pubblici. Il contagio, come è successo anche nel Nord Italia, può verificarsi anche in ambiente sanitario. La trasmissione avviene attraverso le alte vie respiratorie (naso e bocca) tramite le goccioline che una persona infetta emette respirando, parlando, tossendo e starnutendo. Perché avvenga il contagio bisogna trovarsi a meno di due metri dalla persona portatrice del coronavirus. La trasmissione può avvenire anche portandosi le mani al naso o alla bocca dopo aver toccato una persona infetta o averle stretto la mano (il virus si trasmette pure attraverso le mucose).

Gli asintomatici possono trasmettere il virus?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva specificato che la trasmissione del virus da parte di pazienti asintomatici è possibile ma molto rara. Alcune prime ricerche avevano tra l’altro evidenziato questa possibilità. Un nuovo studio cinese condotto su 18 pazienti pubblicato sul New England of Medicine ha dimostrato che la quantità di coronavirus presente nel naso e nella gola dei pazienti asintomatici può raggiungere livelli paragonabili a quelli dei malati con sintomi, rendendoli potenzialmente infettivi.

Cosa posso fare per evitare di ammalarmi?

I consigli che in questi giorni sta diffondendo il ministero della Salute sono semplici e di buon senso:

-lavare spesso le mani sfregandole sotto l’acqua corrente per almeno 20 secondi utilizzando del sapone. Fuori casa è importante utilizzare un disinfettante per mani con una soluzione alcolica al 60%;

-evitare i contatti ravvicinate con persone che starnutiscono o tossiscono: di norma bisognerebbe stare lontani almeno 1 metro;

-non toccare occhi, naso e bocca con le mani;

-tossire e starnutire nel gomito oppure in un fazzoletto usa e getta che dopo l’uso va subito buttato;

-pulire le superfici con un disinfettante;

-non assumere antibiotici che sono inefficaci nella cura contro il nuovo coronavirus;

-è consigliabile utilizzare la mascherina solo nel caso si avvertono i sintomi o s sta accudendo una persona ammalata.

Risiedo nella zona rossa e non andrò a lavoro, devo produrre il certificato di malattia?

L’ordinanza emanata dai comuni che rientrano nella cosiddetta zona rossa sottolinea che i cittadini non devono recarsi al lavoro e non necessitano di certificazione di malattia perché già tutelati dall’ordinanza ministeriale.