Dispositivi anti abbandono, il nostro confronto tra 6 modelli da installare in macchina

Con la firma del decreto attuativo da parte del ministro dei Trasporti Paola De Micheli, è tutto pronto per l’entrata in vigore del seggiolino anti abbandono che avverrà non appena il provvedimento sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Per mettersi in regola il mercato offre ai genitori due opportunità: acquistare un dispositivo di nuova generazione già provvisto del sistema che avvisa il conducente, a motore spento, che a bordo c’è un bambino oppure aggiungere al vecchio seggiolino un dispositivo che assolva alla stessa funzione. Il Salvagente ha voluto mettere a confronto  6 modelli di questo genere, che non richiedono una spesa eccessiva. Per ciascuno abbiamo messo in luce pregi e difetti (continua dopo l’immagine)

Ecco come leggere le tabella

Abbiamo messo a confronto sei dispositivi che si possono aggiungere al seggiolino per assolvere all’obbligo previsto dal prossimo luglio. Chi, invece, deve acquistare un seggiolino è bene che si assicuri che sia già dotato di un sistema antiabbandono. Tra l’altro con la manovra finanziaria sono stati stanziati 2 miliardi di euro per incentivarne l’acquisto. 

Funzionamento

Questi dispositivi si dividono in due classi a seconda del loro sistema di funzionamento. Possono essere, infatti, sensori di movimento oppure di pressione. I primi si basano sulla vicinanza genitore-bambino ed emettono un allarme sonoro quando ci si allontana dal bambino. Viceversa, i sensori di pressione sono dei cuscinetti che si posizionano sulla base del seggiolino e, una volta che il motore è spento, emettono un suono quando sentono ancora il peso il bambino. In genere sono composti da un display acustico e visivo e da un pad di rilevamento da inserire sotto il cuscino del seggiolino. A differenza di quelli di pressione che possono essere utilizzati esclusivamente sul seggiolino, i sensori di movimento possono essere usati anche in altre circostanze facendo attenzione a non farsi prendere la mano dall’iper controllo. Si distinguono, poi, i dispositivi collegati a un’applicazione che si può scaricare sul cellulare e quelli, invece, che ne sono privi.  Rientrano nella prima categoria quei sistemi che quando si sale in macchina, si connettono allo smartphone dove è installata l’app. I sensori, poi, fanno il resto: innanzitutto intuiscono se il seggiolino è occupato oppure no. E quando stabiliscono che il bimbo è a bordo, attivano due tipi di allarmi. Il primo scatta quando il telefono si allontana di qualche metro dall’automobile. E il segnale che invia è una notifica prolungata sullo smartphone stesso. Successivamente, se il bimbo rimane sul seggiolino senza intervento, scatta il secondo allarme, che consiste nell’invio di sms ai numeri di emergenza preimpostati sull’account, con tanto di geolocalizzazione dell’autovettura. I dispositivi che non prevedono il collegamento all’applicazione sul cellulare emettono, semplicemente, un suono quando si spegne la vettura catturando, così, l’attenzione del genitore che non può fare a meno di ricordarsi del bambino seduto sul sedile posteriore.

Peso

L’indicazione del peso minimo e massimo è necessaria per quei dispositivi che funzionano con un sensore di pressione. Nei prodotti dove è indicata, la fascia di peso è compresa tra 1 e 40 kg che, più o meno, è il peso dei bambini nella fascia d’età di utilizzo dei seggiolini.

Alimentazione

Questi dispositivi possono funzionare a batteria o a elettricità. In questo ultimo caso è sufficiente utilizzare l’accendisigari presente nelle autovetture assicurandosi che la presa di quest’ultimo non sia sempre alimentata (in questo caso il suo uso potrebbe essere problematico e danneggiare il dispositivo).

Connessione

La connessione bluetooth è indispensabile in quei dispositivi che sono sincronizzati con un’applicazione che si scarica sullo smartphone. Ovviamente questa funzionalità consente di gestire in piena autonomia il dispositivo.

Pro e contro

A differenza di come accade sempre con i nostri test, non abbiamo formulato un giudizio dal momento che questi dispositivi, come abbiamo già detto, funzionano allo stesso modo ed è impossibile dargli un voto secco. Abbiamo, dunque, cercato di indicare per ogni prodotto i pro e i contro in modo da mettere in evidenza le caratteristiche e scegliere quello che più si avvicina alle esigenze di ciascuno. Tra i vantaggi abbiamo considerato il funzionamento per un’ampia fascia di peso che consenta di utilizzare il dispositivo sin dai primi mesi di vita. Abbiamo valutato come positivo anche il fatto di avere un’alimentazione elettrica perché evita la seccatura di dover cambiare le batterie quando scariche. 

Tra gli svantaggi abbiamo incluso la mancanza dell’applicazione sul cellulare che non consente, ad esempio, di chiamare i numeri di emergenza nel caso in cui, nonostante gli allarmi, il bambino sia stato dimenticato in auto. È un contro, a nostro giudizio, anche il non indicare il peso minimo e massimo che deve avere il bambino per poter usare il dispositivo.