Una merenda pronta da supermercato? Meglio guardarci dentro

E per merenda ai nostri piccoli scolari diamo… un po’ di vino bianco. Stiamo esagerando, ma non troppo. Nell’ultimo test del Salvagente, in edicola proprio in questi giorni nel numero di settembre, abbiamo esaminato 8 merende “pret-a-porter”, quelle già pronte, vendute dai supermercati in confezioni a base di formaggio e cracker (o grissini o tarallini) o di frutta (in succhi, puree, frullati) e salumi. Tra i nomi noti e i prodotti che abbiamo esaminato il Citterio un due tris merenda, la Merenda dei Teneroni di casa Modena, il Merendino Beretta, il Babybel, il Leerdammer break, il KiriDippi e il Parmareggio Snack e vai.

E proprio nella merenda pronta di Parmareggio abbiamo trovato il vino bianco come ingrediente dei tarallini: sebbene venga rispecchiata la ricetta originale si tratta pur sempre di un prodotto per bambini.

Torniamo a questi prodotti, nati per risolvere un problema dei genitori che vanno di fretta ma vogliono offrire ai figli qualcosa di decente. L’industria alimentare conosce bene la fretta e le ansie dei genitori e ovviamente anche i gusti dei bambini. E offre soluzioni sempre più pratiche. Tra queste le merende salate “composte” che sempre di più si fanno largo tra gli scaffali. Ad aprire questo mercato qualche anno fa è stata l’Abc della Merenda della Parmareggio ma oggi l’offerta è davvero ampia. Stiamo parlando di quei prodotti combinati, dove in un’unica confezione ci sono in mini porzioni una componente di carboidrati (grissini, crackers…), una di proteine (prosciutto cotto o formaggio) e in alcuni casi anche una bevanda (ad esempio un frullato di frutta).

La merenda è una ricarica importante nella giornata alimentare del bambino. Aiuta a non perdere concentrazione per la stanchezza, a recuperare dopo lo sport e a non arrivare al pranzo o alla cena troppo affamati. Quelle esaminate sono delle perfette merende “prêt-à-porter”: comode, veloci facili da conservare fuori dal frigo anche fino a 4 ore. Ma sono complete dal punto di vista nutrizionale?

Le diciture presenti sul fronte delle confezioni non esitano a ricordare, ad esempio, l’apporto di “frutta + proteine + carboidrati”. Quindi i genitori possono mettere a tacere le loro ansie?

“L’indicazione citata è diseducativa – precisa Gianfranco Trapani, pediatra nutrizionista e membro del Tavolo di lavoro Allattamento e nutrizione Sip, la Società italiana di pediatria”. Che spiega: “Fa credere al genitore che con quella merenda ‘il bambino sta a posto’. Sarebbe meglio un messaggio che specifichi che il prodotto risponde soprattutto a una esigenza di comodità. Venendo allo specifico: una merenda salata è preferibile in estate perché si suda e si perdono sali. Il problema è che con i prodotti contenenti le bevande il bambino consuma sia dolce che salato ed è meglio evitare gli zuccheri semplici”.

Le merende che abbiamo confrontato sicuramente non sono equilibrate dal punto di vista nutrizionale e secondo il nostro esperto hanno anche un altro difetto: “Costano troppo poco (sotto i 2 euro a confezione). Questi prodotti dovrebbero costare di più per consumarne di meno. Inoltre, non mancano le doppie confezioni: la singola porzione ha meno calorie ma ci possiamo scommettere che il bambino ne mangerà due!” Tra tutte le caratteristiche di queste merende è la sola comodità a essere promossa. Ma anche qui attenzione: la comodità ha un inevitabile costo in termini ambientali. Tra incarti e confezioncine interne il packaging abbonda.