Aspartame studio inglese: “L’Efsa sottovalutò rischio. Va vietata la vendita”

Secondo gli accademici britannici dell’Università del Sussex, la sicurezza dell’aspartame per il consumo umano non è stata “adeguatamente dimostrata“. E puntano il dito contro l’Efsa che nel 2013 ribadì che l’edulcorante era ritenuto sicuro per i consumatori, nonostante ci fossero evidenze che dimostravano la relazione tra consumo di aspartame e insorgenza del cancro, come documentò uno studio dell’Istituto Ramazzini di Bologna.

In uno studio pubblicato di recente, la professoressa Erik Millstone e la dottoressa Elisabeth Dawson emergono “gravi difetti” nella valutazione della sicurezza del dolcificante artificiale effettauta dall’Efsa nel 2013. Secondo la loro indagine, il gruppo Efsa ha valutato l’84% degli studi che non forniscono prove del danno come non problematici e affidabili, “scartandone” altri 73 giudicati non affidabili, dove si metteva in evidenza la pericolosità del dolcificante. I ricercatori hanno aggiunto che molti di quei 73 studi in cui si poneva in discussione la sicurezza dell’aspartame erano “molto più affidabili” della “maggior parte” degli studi che non fornivano indicazioni di rischio.

Per questo motivo i ricercatori concludono che “l’autorizzazione a vendere o utilizzare l’aspartame dovrebbe essere sospesa in tutta la Ue in attesa di un completo riesame di tutte le prove da parte di un’Efsa riconvocata che sia in grado di soddisfare i critici e il pubblico che operano in modo pienamente trasparente e responsabile applicando un approccio equo e coerente alla valutazione e al processo decisionale”. I ricercatori britannici non escludono che nella decisione del 2013 influirono pressioni esterne e conflitti di interessi.

L’Efsa respinge ogni tipo di accusa e precisa, come riportato da Foodnavigator: “L’opinione dell’Efsa rappresenta una delle più complete valutazioni del rischio di aspartame mai intraprese. Dopo aver esaminato tutti i dati scientifici disponibili e le informazioni sul consumo, l’Efsa ha concluso che l’aspartame ei suoi prodotti di degradazione sono sicuri per il consumo umano agli attuali livelli di esposizione”. E ha aggiunto: “La decisione di sospendere o meno l’aspartame era a discrezione della Commissione europea“.