“Strage di api con pesticida tossico”: 400 indagati per disastro ambientale

Hanno sparso senza le dovute “rigide avvertenze” sulle coltivazioni di mais il Mesurol 500 FS della Bayer, un insetticida a base di Methiocarb altamente tossico, e questo è ritenuto dalla Procura di Udine, che indaga per disastro ambientale, la causa della strage di api in decine di ettari del Friuli-Venezia Giulia.

Con il sospetto di non aver rispettato le “rigide avvertenze” nell’impiego dell’insetticida, sono finiti sotto inchiesta più di 400 agricoltori e circa 250 fondi  sono stati sottoposti a sequestro preventivo. La vicenda scaturisce dalla indagini della pm Viviana Del Tedesco che ha cercato le prove dell’inquinamento ambientale nelle campagne friulane con l’aiuto del laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Già un anno fa c’era stato un primo sequestro delle coltivazioni di mais e 38 agricoltori erano state raggiunte da avviso di garanzia. Il motivo? Le indagini erano partite dopo la denuncia degli apicoltori su una moria straordinaria di insetti: su 11 alveari della zona gli insetti erano “crollatida 60mila a 10-20mila per arnia.

Nei laboratori si trovò la conferma della presenza di Mesurol negli alveari (ma solo in 7 su 11) e da qui si è risaliti al trattamento dei campi limitrofi (le api raggio di azione di tre chilometri a partire dagli alveari) e poi all’identificazione dei proprietari dei terreni e dei gestori dell’attività agricola.

Le “regole di ingaggio” per non danneggiare le api

Il Mesurol, come chiarisce bene Ilfattoquotidiano.it, ha bisogno di precauzioni da adottare – riportate da Bayer – per non causare danni all’ambiente e, in particolare, per non causare la morte delle api: “Prima regola: ‘Non seminare quando le api sono in attività’, ovvero nei periodi di impollinazione e di giorno, quando volano di fiore in fiore. Seconda regola: ‘Minimizzare la dispersione delle polveri’, non seminando in giornate ventose, usando seminatrici pneumatiche con deflettori per indirizzare la polvere a terra. Terza regola: usare seminatrici di precisione ‘dotate di sistemi che garantiscano l’immediata incorporazione del seme nel terreno'”.

Saranno state rispettate dagli agricoltori? Sarà l’inchiesta a chiarirlo. Su un punto, scrive ancora il sito del Fatto, “Procura e gip sono d’accordo: ‘Il contenuto autorizzativo, nell’ambito del quale l’utilizzo della sostanza può ritenersi lecita, è costituito da tutto ciò che la scheda tecnica contempla. Seminare in primavera, di giorno, quando le api bottinatrici sono in piena attività e usare seminatrici che non sono attrezzate per evitare la dispersione delle polveri significa andare oltre il limite autorizzato. Tutto ciò che non è autorizzato è ‘abusivo'”.

Legambiente: “Successo della legge contro Ecoreati”

Di sicuro sarebbe necessario che la Ue dovrebbe allargare la messa al bando dei neonicotinoidi. Da gennaio 2019, a tutela degli impollinatori, sono vietate tre sostanze: imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam. Ancora sono però da mettere al bando in Italia il thiacloprid e l’acetamiprid, come fatto dalla Francia. Mentre il Methiocarb è ancora consentito.

“Fortunatamente – commenta il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – è possibile, oggi, intervenire in casi come questo, grazie alla legge sugli Ecoreati, la 68/2015, ipotizzando come lo ha fatto la Procura di Udine il reato di inquinamento ambientale per l’impiego di un fitofarmaco in maniera difforme dalle prescrizioni da osservare”. Non è certo una novità che le api siano particolarmente sensibili ai fitofarmaci. Da anni l’ingente moria di api ha portato a puntare l’indice contro i neonicotinoidi, gli antiparassitari usati per la concia delle sementi di mais. Ma i ritardi europei rischiano di non tutelare l’ecosistema, di cui le api sono fondamentali sentinelle.