La promessa del fotovoltaico a costo zero? Ha un finanziamento nascosto

Caro Salvagente

tempo fa una società che installa pannelli fotovoltaici ci ha contattato per proporci un impianto a costo zero. In pratica l’impianto si sarebbe pagato con il rimborso Irpef, il Gse e il risparmio energetico, che per la nostra famiglia è stato ipotizzato in 2000 euro all’anno (effettivamente consumiamo molto). Poiché l’offerta ci è sembrata conveniente, abbiamo sottoscritto il contratto, che vi inviamo per conoscenza. L’impianto è stato installato.

A fine installazione, prima del collaudo siamo stati contattati da una società finanziaria per confermare l’operazione. Solo a questo punto abbiamo scoperto di aver stipulato un finanziamento dell’importo di 31680 euro, con rate di 385,52 euro euro al mese. In pratica ci ritroviamo a dover pagare 14582,40 euro di interessi. Nessuno ci ha proposto altre modalità di pagamento, poiché non doveva esserci un onere da parte nostra se non rigirare i vari rimborsi e la vendita della corrente.

Tutta l’operazione a noi non sembra trasparente e anzi ci sentiamo raggirati. Vi chiediamo come poterci comportare perché ormai la banca ci sta pressando per l’attivazione della finanziaria e la messa in servizio dell’impianto. Abbiamo ricevuto il contratto che abbiamo firmato. Di tutte le pagine che loro ci hanno inviato noi ricordiamo solo quelle firmate. E purtroppo non ci hanno lasciato una copia del contratto, altrimenti avremmo visto chiaramente che si trattava di una finanziaria, già solo dalla prima pagina. Il venditore che ci ha proposto l’impianto non ci ha mai parlato di finanziaria, soprattutto di rate e di quasi 14.000 euro di interessi. Mio marito è stato chiaro e lo ha detto più volte che non avrebbe firmato una finanziaria. Poi oltre al danno la beffa perché hanno “gonfiato” il costo dell’impianto per aumentare il rimborso dell’incentivo. Noi siamo stati ingenui ma sicuramente la loro, se non si può parlare di truffa, è sicuramente una pratica commerciale scorretta e penso che siano molti ad essere stati raggirati. Cosa possiamo fare?

Tiziana Esu

Cara Tiziana abbiamo chiesto un parere all’avvocato Raffaella Grisafi di Konsumer Italia: ecco la sua risposta:

Gli eventi così come descritti dal consumatore mostrano i profili di scorrettezza della pratica tipici di questo settore, poichè sembrerebbe che  siano state fornite delle rassicurazioni e prospettati dei benefici che di fatto non hanno coinciso con quanto sottoscritto contrattualmente, dunque sicuramente una contestazione in tal senso sarebbe opportuna.
È importante però a tal fine che il consumatore raccolga “quante più prove possibili” sopratutto degli eventuali preventivi, appunti, brochure e qualsiasi altro materiale che gli abbiano rilasciato in fase precontrattuale. Quanto al contratto poi, vi sono alcuni profili che potrebbero essere oggetto di contestazione benchè questi non assicurerebbero una nullità totale benchè solo una nullità di quelle clausole illegittime. Non siamo in grado di aggiungere altro sul contratto di finanziamento perchè non lo abbiamo visionato e non ci è chiaro se sia stato o meno sottoscritto. Si tenga presente poi che esiste una norma che permette di risolvere il contratto di finanziamento qualora, nel contratto principale di fornitura del bene, il professionista sia stato gravemente inadempiente.
È consigliabile in ogni caso, previo approfondimento dell’intera documentazione, formalizzare le contestazioni al professionista, estendole – laddove sia stato firmato anche il contratto di finanziamento – anche alla finanziaria.
Da ultimo, ma non ci sembra che in questo sussistano più i requisiti: sussistevano 14 giorni per esercitare il recesso da entrambi i contratti (con decorrenze diverse a seconda della loro conclusione).