Inquinamento da Biossido di azoto: ogni anno a Milano quasi 600 morti

A Milano muore in media una persona ogni 15 ore a causa dell’alto inquinamento. I livelli di biossido di azoto (NO2) al di sopra dei limiti di legge sono infatti, secondo i dati rilevati dalla Onlus Cittadini per l’aria, tra le maggiori cause di decessi in città. Inoltre, nei luoghi frequentati dai bambini (asili, scuole, parchi) in un caso su 2 sono presenti livelli di NO2 fuorilegge. La mappatura de l bioossido di Azoto è il risultato del progetto di scienza partecipata “NO2, No grazie. Stop ai diesel in città”,  a cui hanno aderito diverse associazioni, e che si è svolta col supporto di Patagonia e grazie alla collaborazione con la Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali.

Milano capitale dello smog

La rilevazione del biossido di azoto nell’aria è stata effettuata tra il 2 febbraio e il 2 marzo 2018, è stata condotta dai cittadini volontari che hanno posizionato 157 campionatori nei pressi di scuole e asili; 39 vicino a parchi, giardini e aree giochi; e 81 in altri luoghi di Milano. Nel 2018, per quanto riguarda scuole e asili di Milano, nel 50% dei casi la concentrazione di NO2 nell’aria, stimata su base annuale, supera il limite previsto dalla legge. Tra parchi e giardini, invece, i punti fuorilegge costituiscono il 56% del totale. Secondo la ricerca, è possibile stimare a Milano 594 decessi aggiuntivi ogni anno dovuti all’inquinamento fuorilegge da NO2; in percentuale, 5 morti ogni 100 in città. L’origine principale degli ossidi di azoto, sono i motori diesel delle macchine, e non a caso in diverse parti del mondo si stanno mettendo in atto politiche di restrizione o divieti veri e propri nei confronti di questi veicoli.

“Necessario una svolta nelle politiche”

Secondo Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, come riportato dal Quotidiano Sanità, “È necessaria una vera e propria svolta nelle politiche della mobilità a Milano e dintorni, un cambio deciso di prospettiva. Muoversi in auto, quando sono disponibili valide alternative, non può essere considerato un diritto. Lo è quello di crescere, vivere e respirare senza avvelenarsi giorno dopo giorno. Fermare i diesel, i principali responsabili delle emissioni di biossido di azoto, non è un’utopia o un sogno ambientalista, è una scelta urgente e necessaria per garantire a questa generazione di bambini e ragazzi, e a noi stessi, qualità dell’aria e della vita”.

La situazione a Roma

Per quanto riguarda la Capitale, non va molto meglio: su base mensile, il 79% dei campionatori ha misurato concentrazioni di NO2 superiori ai 40µg/m³. A colpo d’occhio, la mappa suggerisce che il centro città e le vicinanze delle arterie più trafficate siano i punti con le concentrazioni più elevate. In particolare, i valori massimi sono quelli registrati in Via di Trasone (88,4µg/m³), Via di Casilina (Torpignattara, 91µg/m³), e più di tutti in Viale Etiopia/Piazza Addis Abeba (95,4µg/m³). Il valore-limite indicato dal D.Lgs 155/2010 è una concentrazione media di biossido di azoto pari a 40µg/m³ (microgrammi per metro cubo) su base annuale. Dalla rilevazione mensile è stata quindi prodotta una stima relativa ai 12 mesi: a Roma, per il 60% dei punti di campionamento è stata stimata una concentrazione media annuale superiore ai limiti: tre fuorilegge su cinque.

La classifica della mobilità sostenibile per Greenpeace

La notizia arriva nelle stesse ore in cui Roma si classifica ultima tra 13 città europee per mobilità sostenibile e sicurezza stradale, secondo il report “Living. Moving. Breathing. Ranking of European Cities in Sustainable Transport”, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace. Il rapporto, utilizzando gli ultimi dati disponibili, relativi al 2016 e provenienti da fonti pubbliche ufficiali o direttamente dalle amministrazioni cittadine, compara la performance di 13 città europee in fatto di mobilità sostenibile, assegnando a ciascuno dei parametri utilizzati (sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva) un massimo di 20 punti, per un totale potenzialmente raggiungibile di 100 punti. Secondo l’analisi condotta, al primo posto si classifica Copenaghen, con un punteggio di 57 su 100, seguita nell’ordine da Amsterdam (55) e Oslo (50). Ultima classificata Roma (27), preceduta da Mosca (30,75), Londra e Berlino (appaiate a quota 34,50).