La Ue: “Stop ai bicchieri, posate e piatti di plastica monouso”

Stop ai bicchieri, posate e piatti di plastica monouso, ma anche a cotton fioc, cannucce, aste per i palloncini. Questi prodotti potranno essere sostituiti con altri di materiali diversi dalla plastica per favorire il riciclo e ridurre l’inquinamento. Lo prevede la bozza di direttiva a cui sta lavorando la Commissione europea che, come anticipato dal portale Euractiv, dovrebbe essere presentata a fine maggio. A quanto si apprende non è ancora certo se verrà o meno fissato un traguardo temporale tuttavia alcuni Stati si sono già mossi. L’Italia ad esempio dal primo gennaio 2019 metterà al bando i cotton fioc non biodegradabili, e dal 2020 le microplastiche nei cosmetici, mentre in Francia dal 2020 scatterà il divieto di produrre stoviglie in plastica monouso, mentre nella capitale norvegese Olso sono già stati banditi piatti e bicchieri di plastica.

Tappi “attaccati” alle bottigliette

“Mentre alcuni prodotti menzionati nel progetto sarebbero esclusi dal mercato dell’Ue nei prossimi anni – scrive Euractiv – altri articoli sarebbero soggetti a misure più stringenti come un’etichettatura più severa e requisiti di progettazione. Gli Stati membri sarebbero obbligati a ‘ottenere una riduzione significativa’ del consumo di questi prodotti in plastica”.

Strada sbarrata sembra anche per le “bioplastiche” visto che l’obiettivo è quello di ridurre gli imballaggi e la loro presenza inquinante sulle spiagge e nei mari. La proposta di direttiva inoltre potrebbe imporre anche che i contenitori per bevande monouso debbano essere progettati in modo che i loro tappi e coperchi rimangano attaccati alla bottiglia. Inoltre, l’obiettivo è quello di ridurre del 90% delle bottiglie di plastica monouso entro il 2025.

Nuovi obblighi per i produttori di assorbenti e salviette monouso

La bozza di direttiva impone il principio della responsabilità estesa al produttore per lo smaltimento di una serie di oggetti: contenitori per cibo rigidi o flessibili, contenitori per bevande, bicchieri, sigarette con filtro, assorbenti, salviette umidificate, palloncini, sacchetti di plastica, reti da pesca. In pratica, il produttore deve coprire il costo di raccolta, trasporto e trattamento di questi rifiuti, oltre che della pulizia delle coste e dei mari.