Glifosato, dall’Argentina arriva lo stop all’utilizzo

Fabiàn Tomasi è stato un simbolo degli effetti del glifosato, è morto in Argentina il 7 settembre scorso. Fabiàn ha lavorato per anni per un’impresa che irrorava i pesticidi per via aerea. Soffriva di polineuropatìa grave. Viveva a Basavilbaso, provincia argentina di Entre Rios e ha dedicato la sua vita a sensibilizzare i cittadini sui rischi dei fitofarmaci.

Dalla “Patria del glifosato”, uno degli stati al mondo che più utilizza il pesticida tossico arriva una stop pesante: Rosario, la terza città argentina per numero di abitanti, capitale di una regione dove le coltivazioni estensive di soia sono imponenti, ha deciso di vietare l’utilizzo del glifosato. Il divieto è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale ed era stato votato all’unanimità dal Consiglio,

Fondamentali le associazioni ambientaliste

Il sindaco, che ha promosso l’ordinanza, ha spiegato: “Ci sono stati consiglieri che hanno cambiato la loro visione e ho pensato che non sarebbe andata avanti” aggiungendo che a suo parere è stato “l’atteggiamento di organizzazioni che lavorano sui temi ambientali e del giornalismo” a “salvare la situazione “. “Un clima sociale a Rosario favorevole a quello che aveva votato il consiglio ha reso molto difficile l’imporsi di un progetto alternativo o di veto”.

Gli effetti sulla salute

Sugli effetti del glifosato sui lavoratori dei campi argentini, Il Salvagente aveva pubblicato un impressionante reportage fotografico nel 2016, a cura di Pablo Ernesto Piovano, cui fa riferimento la gallery qui sotto.