Farmaci, 14 diventano “low cost” e il risparmio è assicurato

Sono 14 i brevetti di farmaci in scadenza entro l’anno, con un mercato complessivo di oltre un miliardo di euro. Questo, secondo i dati dell’Associazione nazionale delle industrie dei farmaci generici (Assogenerici), potrebbe portare sul mercato farmaci equivalenti in grado di dimezzare la spesa per questi prodotti. Tra anti ipertensivi e anti colesterolo, farmaci contro l’osteoartrosi e l’ipertrofia prostatica benigna, il giro d’affari delle molecole in scadenza è di oltre un miliardi che attualmente è – in maggior parte – a carico del Servizio sanitario nazionale. Con l’arrivo dei generici il risparmio si aggirerebbe intorno ai 600 euro.

Cialis e non solo

Tra gli altri farmaci i cui brevetti sono scaduti o in scadenza, due sono in Classe C, cioè a carico dei cittadini (tadalafil commercializzato col nome di Cialis per le disfunzioni erettili e l’antiallergico olopatadina cloridrato), due in Classe H, cioè in uso solo nelle strutture sanitarie (l’immunosoppressivo abatacept e l’antibiotico ertapenem) e tutti gli altri in Classe A, ossia rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Tra le molecole di largo consumo ci sono la rosuvastatina sale di calcio (mercato di oltre 280 milioni), seguita dalla dutasteride utilizzata per l’iperplasia prostatica benigna (oltre 160 milioni) e l’antipertensivo olmesartan medoxomil (quasi 300 milioni).

Il re degli incassi

Tra i brevetti in scadenza c’è quello del Cialis, un campione d’incassi: oggi in Italia se ne vendono circa 1,7 milioni di confezioni. Diventeranno generici i dosaggi del principio attivo tadalafil da 10 e 20 milligrammi, e non quello da 5. Si tratta di un medicinale piuttosto caro, una compressa, a seconda delle confezioni, può costare 15-20 euro. È probabile che i consumi aumentino sensibilmente, come è successo al sildenafil (cioè il Viagra), che dopo aver perso il brevetto nel 2013 ha visto raddoppiare le confezioni vendute, oggi 2,5 milioni.