Truffe telefoniche, un semplice “Sì” può metterci nei guai?

Ce lo chiede un lettore, preoccupato di essere vittima di un'attivazione non richiesta. Ecco cosa dice la legge e come ci si può difendere dal telemarketing aggressivo (e truffaldino)

Buongiorno, stamattina ho ricevuto una chiamata dal numero 0481 375399 che mi chiedeva chi ero, ed io ho risposto sì ingenuamente perché avendo mio padre in ospedale e stando in quel momento alla guida, quindi impossibilitato a vedere chi era sul telefono, pensavo che fosse un medico. Ragionandoci in seguito, ho pensato che fosse qualcuno che volesse propormi un’offerta di qualcosa perché poi ha subito interrotto la chiamata. Vorrei capire se rischio d’avere effettivamente attivato qualcosa nonostante io non abbia firmato nessun contratto e come potrei eventualmente cautelarmi.
Grazie,
Vanni

E’ sufficiente un sì, pronunciato distrattamente, per concludere un contratto non voluto?
Se lo chiedono, oltre al nostro lettore Vanni, molti altri consumatori, continuamente tartassati da telefonate commerciali, tra le quali si annidano anche molti tentativi di truffa.

Vogliamo rassicurarvi: solo il “sì” non può metterci nei guai. Anche se – vedremo dopo perché – meglio non pronunciarlo.
Per farci cambiare forzatamente contratto di fornitura, gli operatori truffaldini hanno bisogno dei codici identificativi POD per l’energia elettrica e PDR per il gas, presenti nella bolletta. Il vero scopo della chiamata, dunque, è quello di estorcere i preziosi codici: la regola d’ora è di non comunicarli mai! Infatti, conosciuti i codici, i truffatori avrebbero gioco facile nel farci cambiare operatore, utilizzando come consenso il “sì” registrato a inizio chiamata, quando in maniera del tutto automatica abbiamo risposto alla domanda “è lei il signor…?”.

Necessaria la conferma per iscritto

In ogni caso, la legge ci viene in aiuto: il contratto stipulato per telefono equivale ad una proposta contrattuale che, per perfezionarsi, deve essere necessariamente confermata per iscritto.
La fattispecie è quella del contratto a distanza, per cui il professionista deve confermare l’offerta al consumatore che sarà vincolato solo dopo aver controfirmato l’offerta o averla accettata per iscritto.
Ciò vale per i contratti di fornitura di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento.
Senza dimenticare che, in caso di fornitura non richiesta, se non c’è accettazione per iscritto, il consumatore è esonerato dall’obbligo di fornire qualsiasi prestazione corrispettiva. Insomma, non deve pagare eventuali bollette che dovesse ricevere dal nuovo fornitore non voluto.
Deve però attivarsi per proporre contro quest’ultimo un apposito reclamo per disconoscere la stipulazione del contratto (e la relativa attivazione del servizio), indicando di non aver mai acconsentito ad alcun cambio.

Come evitare le truffe

In pillole: se non sappiamo con chi stiamo parlando è meglio non fornire POD e PDR al telefono, ed è sconsigliato rispondere alle chiamate con un sì (le alternative ci sono, da un “Ma chi parla?” ad un “Esattamente, sono io”).

Impariamo, inoltre, a chiedere a chi ci contatta di identificarsi esplicitamente e chiaramente per avere la certezza di parlare con il proprio gestore o con qualcuno che vuole farci un’offerta (o rifilarci una fregatura…).