L’Altra Italia, i biscotti “Cotti in fragranza” se non li gusti non puoi giudicarli

Sfornano biscotti di alta qualità, insegano ai più ‘giovani’ la professione e intanto svolgono un’attività riparativa, restituendo in qualche modo alla società ciò che le hanno tolto.

Sono i ragazzi detenuti nell’Istituto penale per i minorenni Malaspina di Palermo, che ha sede in un palazzo settecentesco, la cui direzione da tempo si dimostra molto aperta all’avvio di progetti che diano un senso al periodo di detenzione e che offrano una possibilità per il momento in cui i carcerati usciranno. Cotti in fragranza fa parte di questi progetti e altro non è che un laboratorio adibito alla preparazioni di prodotti da forno che da un anno esatto vengono commercializzati soprattutto in Sicilia ma anche nel resto d’Italia: una vera e propria attività imprenditoriale, la prima interna ad un carcere minorile.

I frollini Buonicuore “perché non siamo malacarne”

In realtà, appena fuori dalle celle, ma sempre interna al perimetro carcerario, a duecento metri da dove sono reclusi i ragazzi, che sono entrati in carcere quando erano minori, ma adesso hanno ormai tutti tra i 21 e 23 anni: “Grazie all’articolo 21 i ragazzi possono uscire dal carcere vero e proprio, anche se il laboratorio si trova sempre all’interno del Malaspina: questo favorisce l’attività stessa perché le restrizioni sono minori”, spiega Nadia Lodato, una delle due operatrici che ha avuto l’idea insieme a Lucia Lauro, immediatamente appoggiate dall’Istituto penale e dall’opera don Calabria, ma anche da Associazione nazionale magistrati e Fondazione San Zeno: “Abbiamo fin da subito avuto un pensiero collettivo sulle cose, e questa è stata una carta vincente; ai detenuti troppo poco spesso viene chiesto cosa pensino ma noi lo abbiamo fatto – spiega Lodato – Inoltre, noi stesse non avevamo competenze su settori cruciali come il marketing e il packaging e così le abbiamo prese da esterni, che ci hanno aiutato a creare un’identità di brand”.  Un brand come quello che ha dato il nome al primo biscotto, il Buonicuore, “perché i ragazzi ci tenevano a dire che non sono solo malacarne”,”: il senso è ‘abbiamo anche un cuore anche noi’, una riflessione da cui è nato anche lo slogan “se non li gusti non li puoi giudicare”.

La “scommessa” dello chef

Ad offrire la ricetta originaria del primo biscotto della linea Buonicuore, il famoso chef pasticcere siciliano Giovanni Catalano, ma a lavorare fianco a fianco coi ragazzi, è invece lo chef Nicola Cinà: “Cercavamo da tempo un cuoco e avevamo difficoltà a trovare una persona disponibile a tempo pieno e che ci sembrasse adatta a questo ruolo”, racconta Nadia. L’hanno trovata attraverso le iscrizioni all’Inail: “Nicola è uno chef bravissimo, su sedia a rotelle; quando ha incontrato per la prima volta i ragazzi ha detto: ‘Oggi è il quarto anniversario dal mio incidente; vedete che la vita può cambiare in ogni momento: adesso sono qui con voi’”. “Una presentazione migliore non poteva farla – aggiunge Nadia – abbiamo subito capito che era il nostro chef predestinato!”. Perché l’idea è quella: “Ognuno di noi può dare un corso nuovo alla propria vita”.

Fondamentale, poi, dal punto di vista dell’attività riparativa, anche la formazione che i ragazzi seguono e che, una volta esperti, e trasformati in aiuto-cuochi con contratto (sono cinque, attualmente, i ragazzi coinvolti in Cotti in fragranza), diventano a loro volta formatori: “Il carcere in se’, ovviamente, è un posto di dolore e di sofferenza in cui l’attività riparativa ha un ruolo fondamentale e esiti notevoli. La dimensione del carcere è molto dura, i ragazzi hanno spesso i nervi a fior di pelle – noi a questo siamo abituati -ma esperienze simili aiutano davvero tanto ad intraprendere un percorso di rinascita”, spiega l’operatrice sociale.

Dalla Sicilia all’Italia: dove acquistarli

Cotti in fragranza conta ormai oltre 50 punti di vendita tra la Sicilia e il resto dell’Italia, molti rientrano nei circuiti km0, ma non solo, perché i contatti con la grande distribuzione sono già avviati. E i biscotti dei ragazzi del Malaspina si trovano, ad esempio, anche al Centro Olimpo, un supermercato confiscato e riaperto dai suoi stessi dipendenti grazie al sostengo di diverse realtà cooperative come Legacoop. Recentemente anche Coop Alleanza 3.0 ha dimostrato il proprio interesse verso questi prodotti: “Abbiamo già avuto l’ispezione dei nostri locali e siamo in attesa di sviluppi”, spiega Lodato. I prodotti vengono venduti anche on line nel corso di quest’anno sono stati oltre 13mila i pacchi di biscotti acquistati, per un totale di circa 4.000 kg di prodotto. Del resto gli ingredienti stessi utilizzati per preparare i biscotti sono di alta qualità: “Utilizziamo tutte materie prime molto buone; i mandarini di cui ci serviamo per preparare un certo tipo di frollino, poi, li raccogliamo noi stessi insieme ai ragazzi che ottengono dei permessi per uscire a compiere anche questa attività”, aggiunge Nadia. Tutto, insomma, si mette insieme per raggiungere gli obiettivi sui ragazzi e anche per dare un senso a queste azioni: “Organizziamo anche eventi e benefici e cerchiamo di non sprecare niente. Un esempio: dei mandarini noi utilizziamo solo la buccia e così abbiamo donato la polpa ad altre strutture che l’hanno utilizzata per diverse finalità”. “Palermo è un città problematica ma anche accogliente, aperta e vivace – conclude Lodato -: credo che qui davvero si sperimenti quella resilienza di cui adesso tanto si parla”.