Glifosato, il Belgio verso il divieto per usi non professionali

“L’uso del glifosato in ambiente domestico è una pratica che appartiene al passato“. Ad essere così perentorio non è un radicale attivista della campagna #StopGlifosato bensì il ministro belga dell’Agricoltura Willy Borsus che è intenzionato, entro la fine del 2017, a vietare l’erbicida per gli “usi non professionali“. Questa decisione, ha precisato il ministro, si basa sul principio di precauzione e sul fatto che “sono disponibili ampiamente metodi alternativi che non mettono a rischio la salute umana e ambientale”.

Pan: “Il bando sia totale”

La notizia è stata salutata positivamente dalla ong Pan Europe (Pesticide action network): “I prodotti a base di glifosato non dovrebbero essere più disponibili per uso pubblico in primo luogo. Centinaia di studi confermano che il pesticida più usato al mondo (alla base del RoundUp della Monsanto, ndr) ha un enorme impatto sugli ecosistemi ambientali e sulla biodiversità ed è pericoloso per la salute umana e animale. Il glifosato e gli altri pesticidi tossici non devono trovare posto nei nostri giardini nè in quello dei nostri vicini. Speriamo che questa decisione apra la strada al bando totale del glifosato”.

La petizione per dire #StopGlifosato

Prosegue intanto l’iniziativa europea di raccolta firme per la Ice, la proposta di iniziativa popolare, per chiedere alla Commissione europea la messa al bando del glifosato. Attualmente in Europa sono state raccolte oltre 700mila firme ed è stato già raggiunto il quorum in 6 paesi (Austria, Belgio, Germania, Danimarca, Francia e Lussemburgo). Molto vicino l’obiettivo in Spanga, Inghilterra e Irlanda.

In Italia si è superato il giro di boa ma bisogna ancora raggiungere il quorum. Se non avete ancora firmato l’appello potete farlo sul nostro sito: sono state raggiunte 36.700 adesioni e ne mancano almeno altre 25mila da raccogliere entro il prossimo mese e mezzo.