L’Epa della California non molla: il glifosato è cancerogeno e va etichettato

La California non molla, anzi rilancia nella sua battaglia contro Monsanto. L’Epa, l’Ente di protezione ambientale, dello stato nordamericano ha deciso di inserire il glifosato, il principio attivo del Roundup e di molti altri diserbanti, nella lista della California Proposition 65, ossia all’elenco delle sostanze chimiche note per causare il cancro. A prendere la decisione è stato l’Ufficio per la valutazione dei pericoli ambientali (OEHHA).

Un altro tassello della lunga battaglia che vede opposti lo Stato della California e il big dei pesticidi, di fronte alla Corte d’Appello di Fresno. La Monsanto, infatti, aveva contestato in tribunale la delibera dell’OEHHA, chiedendo alla Corte d’Appello di emettere bloccare ogni decisione in tal senso.

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La Preposition 65

La Proposition 65 è la legge approvata nel 1986 che impone allo Stato di redigere una lista di sostanze chimiche potenzialmente cancerogene o in grado di produrre malformazioni congenite o altri danni riproduttivi. Non vieta o limita l’uso delle sostanze chimiche elencate, ma richiede alle aziende di inserire in etichetta alert. E vieta gli scarichi delle industrie chimiche in fonti di acqua potabile.

L’obbligo di avvertire in etichetta ha effetto un anno dopo che una sostanza chimica viene aggiunta alla lista. Le avvertenze devono essere chiare e ragionevoli.

OEHHA propone inoltre un livello normativo “sicuro” di esposizione per il glifosato di 1100 microgrammi al giorno, il che significa che le esposizioni al di sotto di tale livello non sono considerate un rischio significativo. Dopo un periodo di consultazione pubblica di 45 giorni, questa proposta dovrebbe andare in porto il 22 maggio.
Il livello di sicurezza, secondo l’Ente, aiuterebbe le aziende a determinare quando è richiesto un alert.

Iarc e Efsa: chi ha ragione?

Il glifosato è stato aggiunto alla lista perché è stato identificato dall’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come causa di cancro negli animali.
L’OEHHA è la principale agenzia Usa per l’attuazione della Proposition 65 ed è l’Ente deputato per la valutazione dei rischi derivanti da contaminanti chimici nell’ambiente.

Da parte sua Monsanto aveva contestato questa decisione in più sedi. E al Salvagente aveva spiegato: “L’inserimento  del glifosato tra le sostanze chimiche sarebbe viziato e privo di fondamento in quanto – come è stato concluso dall’ultimo report EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e le autorità di regolamentazione dei pesticidi in tutto il mondo, il glifosato non provoca il cancro”. Dunque, secondo la multinazionale, mentre il report europeo – criticato da molti scienziati indipendenti – deve essere preso a modello, quello dello Iarc, molto più completo, è poco credibile.

Una strategia che i tribunali della California non sembrano gradire, come dimostrano le ultime sentenze.