L’Altra Italia: la boutique dell’usato che finanzia progetti di beneficienza

C’è l’ex tennista che si è ritrovato a vivere in macchina – pur avendo mantenuto un lavoro – e ha bisogno di trovare dei vestiti gratis, ci sono le donne maltrattate che vivono nelle case rifugio, non possono lavorare e hanno bisogno di tante cose per se’ e spesso per i propri figli, ma ci sono anche persone comuni, convinte che lo spreco sia privo di senso e che il riuso crei relazioni costruttive ed edificanti, interiormente e per l’intera società.    Re-use with love (www.reusewithlove.org) , a Bologna, mette insieme tutte queste persone e queste energie attraverso un progetto totalmente benefico e totalmente frutto di volontariato che – a partire dall’abbigliamento, dai giochi e dagli accessori – è cresciuto esponenzialmente in soli sette anni, perché è più di un mercatino dell’usato e anche di una battaglia contro gli sprechi: è riuso, innovazione sociale, cura, solidarietà, relazione e collaborazione allo stesso tempo, come spiega Lisa Zini, mamma e volontaria a Re-use with love e soprattutto donna entusiasta che insieme ad un centinaio di donne come lei offre tempo, professionalità e competenze a questo progetto, coinvolgendo giovani e bambini, a partire dai loro propri figli: “Vengono con noi in boutique, si rendono conto da subito che riuso e solidarietà sociale sono concetti basilari per costruire un futuro. E la stessa cosa accade ai nostri clienti che entrano nella mentalità che Re-use for love propone loro, riportandoci indietro le cose che non usano più, lavate e stirate”.

Come è iniziato

Tutto è iniziato da un gruppetto di quattro-cinque amiche che sette anni fa sono partite con l’idea di un mercatino di abbigliamento, giochi e accessori e dallo scambio di vestiti: “Alla prima occasione raccogliemmo 5mila euro che destinammo alla costruzione di una scuola in Brasile di cui si stava occupando un amico architetto; durante l’ultimo mercatino abbiamo raccolto 74mila euro”, fa sapere Lisa. Una cifra incredibile, raggiunta in soli tre giorni di mercatino e vendendo pezzi il cui costo massimo è di 15 euro e quello medio di pochi euro. “Fin da subito abbiamo capito che le relazioni con la gente e il mondo dell’associazionismo dovevano essere fondamentali e dal semplice mercatino annuale, grazie ad un patto di collaborazione con il Comune di Bologna, abbiamo ottenuto uno spazio fisico e dato vita ad una vera e propria boutique solidale”, a cui fanno riferimento persone indicate dai servizi sociali. “La nostra è una vera è propria boutique: lo spazio è molto curato, è disponibile un’area giochi per i piccoli e quando i nostri clienti arrivano trovano delle volontarie-commesse che si prendono cura di loro, come in un negozio
vero”, racconta Lisa. Niente scaffali anonimi, non bisogna rovistare tra gli scatolini. “Ci teniamo che le persone siano accolte, trattate bene, che si sentano a proprio agio, che assaporino bellezza. In questo modo si intessono relazioni che mano a mano si approfondiscono; ci si conosce e si riesce a capire quali sono le necessità di ognuno dei nostri clienti, prevedendole ancora prima che ci vengano fatte delle richeiste”. La stessa cosa accade durante i mercatini stagionali (il prossimo si terrà il 12-13-14 maggio, nei Giardini del Baraccano, all’ombra dei cedri nel centro storico di Bologna, in concomitanza con la fiera Giardini & Terrazzi che si svolge nei vicini Giardini Margherita): “Curiamo l’allestimento del mercato per lungo tempo, troviamo un tema e lo portiamo avanti: ci piace che tutto avvenga in un luogo bello e curato”.

In Beneficienza

E il ricavato viene interamente devoluto ad attività benefiche, prevalentemente sul territorio, “perché crediamo sia importante che le persone si rendano conto di ciò che contribuiscono a creare: un’apparecchiatura altamente tecnologica per l’ospedale, un giardino dove disabili e normodotati giochino insieme”, ad esempio. Dove si può, le associazioni con cui Re-use with love entra in contatto restano sempre in relazione: “Non le molliamo più”, avverte Lisa, mentre snocciola tutta una serie di altri progetti che dal mercatino e dalla boutique sono nati e stanno nascendo, nell’ottica che riuso e relazione insieme possono fare cose enormi. Come quando è nato il marchio di borse RWL per le borse realizzate dalle donne detenute al carcere della Dozza del capoluogo. E i progetti sono così tanti (sul sito sono documentati) che ormai, lo spazio che il Comune ha dato a Re-use with love non basta più: “Sono circa 160 metri quadri ma noi ormai movimentiamo 120 quintali di materiali all’anno perché siamo invase da donazioni e con uno spazio più grande potremmo fare molte più cose”. Ad esempio creare lavoro. “Vorremmo organizzare laboratori per insegnare dei mestieri, cosa che per adesso abbiamo fatto nelle nostre case… Ma, ad esempio, con Re-Use for job, progetto appena lanciato, le nostre volontarie esperte in formazione, sono già riuscite a ricollocare due donne in situazione di grave fragilità”.

Creare indipendenza

L’idea di Re-Use with love, infatti, non è quella di fare solo assistenza ma di rendere
indipendente chi non lo è: “Crediamo che solo così una società possa essere più solida, e cioè quando nessuno viene lasciato indietro”, sottolinea Lisa. L’esperienza di Re-Use with love è diventata oggetto di una tesi di laurea e la sociologa Roberta Paltrinieri l’ha studiata concentrandosi sul capitale sociale che crea: “E’ importante che noi stesse ci rendiamo conto del potenziale che abbiamo e di quali sono i nostri punti di forza”, commenta Lisa. Recentemente, attraverso la piattaforma di crowfunding DeRev, Re-Use with love ha ottenuto i soldi necessari ad acquistare un’Ape-car con cui “pensiamo di uscire dagli spazi dove si trova la boutique solidale per andare a trovare altra gente che non ci conosce nelle periferie”. L’avventura prosegue, dunque, si amplia e, a giudicare dall’entusiasmo delle mamme volontarie, si può immaginare che di strada se ne farà.