Talco e cancro all’utero: la Johnson sapeva da più di 30 anni del rischio?

Spilled baby scented powder on striped background with short depth of field

C’era una volta l’uso, disinvolto e amorevole, del talco dopo il bagnetto. Da quando, lo scorso anno, l’uso è stato associato al tumore ovarico pochi si avvicinano a questa pratica senza timore. Giova ricordare che nel febbraio 2016, un tribunale del Missouri ha ordinato a Johnson & Johnson di pagare 72 milioni di dollari in danni alla famiglia di Jackie Fox, una donna morta di cancro alle ovaie, accertando il meccanismo di causa-effetto tra talco e tumore. In totale sono state tre le condanne contro la Johnson & Johnson per un totale di 197 milioni. E più di 2.500 cause sono ancora pendenti.
L’accusa sostiene che Johnson & Johnson sapeva del rischio a partire dai primi anni 1980 e non ha protetto i propri clienti. In effetti, il primo studio condotto su uso di talco sui genitali femminili aveva trovato un aumento del rischio del 92 per cento  di sviluppare il cancro ovarico.

Di fronte ad allarmi del genere come comportarsi? In molti scelgono alternative più sicure alla polvere di talco. Vediamo le principali.

Amido di mais e di tapioca. È una grande alternativa naturale alla talco. La consistenza è esattamente la stessa, ed è in grado di assorbire l’umidità altrettanto bene. Non profuma, ovviamente, ma non ha nessuna controindicazione.

Bicarbonato di sodio. Utile e quasi sempre presente nelle nostre cucinem può essere utilizzato al posto del talco per bambini.

Polveri commerciali per bambini. Alcuni prodotti combinano gli elementi sopra elencati con oli essenziali, assicurando il profumo che manca ad amidi e bicarbonati. Il rischio, in qualche caso, è che gli oli essenziali abbiano effetti allergenizzanti.