Provato per voi: Ripples, la borraccia urbana

La città è la giungla dell’uomo moderno. E così ormai ci si attrezza con un equipaggiamento paramilitare: mezzo veloce tipo scooter se di cavalleria, zaino “tattico” con armamento hi-tech (tablet ecc.) se di fanteria, smartphone carico, gavetta elettrica scaldavivande con “razioni K”, borraccia… già, ma di quale otre questo guerriero della modernità dovrebbe dotarsi?

Spazi ridotti

Un originale interprete di questa necessità urbana è stato il designer israeliano Ron Arad con Ripples, recentemente prodotta da Guzzini. Un contenitore per liquidi che si fatica a definire borraccia o bottiglia. In plastica trasparente, neutra o colorata, è stato realizzato con un materiale basato sul polimero Pcta, sigla di un impronunciabile “policicloesandimetanoltereftalato con acido isoftalico”; e non con un materiale acrilico, che è altra cosa.

L’oggetto è stato stampato per iniezione in tre pezzi, due tra loro saldati per creare la cavità, il terzo, dotato di un’occulta guarnizione apparentemente di silicone, avvitato a creare la chiusura, il tappo in altre parole; quindi parliamo di un oggetto molto semplice, ma dalla geometria decisamente inconsueta e innovativa.

La genesi della sua forma determina il nome dell’oggetto, Ripples appunto, ovvero, dall’inglese, “increspatura”, ma esattamente quella che il pelo dell’acqua forma quando vi interferisce un corpo, per esempio un sasso lanciato, che forma le caratteristiche onde concentriche. E questa sorta di borraccia comunica detto dinamismo: un parallelepipedo le cui facce contrapposte sono disegnate in rilievo da una congelata increspatura.
Queste geometrie non derivano dal caso, come spiega la confezione. Un prisma del genere, solido squadrato per definizione, è quanto di meno ingombrante possa venire impiegato nell’organizzazione degli spazi moderni. Tanto i contenitori domestici (i mobili, i frigoriferi ecc.), quanto quelli trasportabili (ventiquattrore, zainetti, borsette ecc.), sono quasi sempre creati con geometrie simili, e, per varie ragioni, vengono così prodotti anche molti oggetti, come libri, quaderni, tablet e così via. Lo stesso packaging del prodotto Guzzini è semplicemente una scatola di cartoncino che riveste l’oggetto, solamente protetto da un sacchetto polimerico. Allo stesso modo le increspature avrebbero una ragione, questa volta di tipo strutturale. Usiamo il condizionale perché si spiega che costituiscano utili “nervature” per rendere le pareti contrapposte più rigide, e quindi meno deformabili. Un’asserzione che sembra un escamotage per avvalorare il design. valutazioni_ripples

La forma segue la funzione”, dicevano gli architetti funzionalisti, ma a noi pare che in questo caso i termini si siano invertiti: le nervature strutturali devono essere progettate in modo diverso, per assolvere al loro compito. Più interessante che le increspature sulle due facce siano geometricamente “complementari”, sicché l’oggetto è perfettamente “autoimpilabile”, ovvero i rilievi combaciano perfettamente.

Estetica raffinata

Detto ciò, il prodotto è per noi un gran bell’oggetto, e insieme un’acuta intuizione di chi sapientemente, per arte e professione, plasma la forma delle cose. Tuttavia qualche volta, come già abbiamo visto, forma e funzione non si amano. E dunque questa moderna “fiaschetta” da mezzo litro (può contenere anche alcolici), così come è stata concepita, sembra essere un po’ pesante, coi suoi quasi 400 grammi. Inoltre i bordi sono molto acuminati e, se la borraccia piena cade al suolo (con il suo chilo), si potrebbe andare incontro a qualche problema: rovinare un parquet, forse rompere o incrinare l’oggetto, ma, ciò che è più allarmante, magari ferire un piede. Le geometrie non aiutano neppure nell’igienizzazione: accedere con uno scovolino a certi punti è davvero impossibile e l’assenza di ampi raccordi tra le pareti interne non favorisce la pulizia.

In definitiva il bel prodotto della casa marchigiana sembra più destinato a divenire un oggetto per libri d’arte che per la nostra quotidianità, e ciò un po’ sorprende perché parliamo di un’azienda che ha avuto il grande merito di diffondere l’immagine italiana nel mondo. Ripples, disponibile in quattro colori trasparenti e in neutro, costa 25 euro.