Botti di Capodanno: i Comuni che li vietano

I comuni italiani, grandi e piccoli, si preparano a festeggiare il Capodanno. Ma come succede sempre più spesso in questi ultimi anni, da nord a sud fioccano i divieti di utilizzare botti e petardi nella notte di San Silvestro, pena multe pesanti (fino a 500 euro). Anche a Roma avrebbe dovuto essere così, ma l’ordinanza anti-botti dell’amministrazione comunale è stata sospesa dal Tar e quindi si potranno far scoppiare razzi e petardi (ovviamente legali) senza rischiare sanzioni.

GLI AMICI ANIMALI RINGRAZIANO

Le ragioni del divieto sono due: la principale è quella di tutelare gli animali, gatti e soprattutto cani (ma anche gli uccelli), terrorizzati dal rumore assordante, che può indurli a scappare o stressarli fino al punto di ucciderli. Ma dietro alle ordinanze anti-botti c’è anche l’intento di salvaguardare l’incolumità dei cittadini (a questo proposito, sul sito della polizia di Stato c’è un vademecum che spiega rischi e pericoli di botti, petardi e fuochi d’artificio e come usarli evitando gli incidenti, mentre  la regione Lombardia ha pubblicato la “Piroguida”, un manuale su come utilizzarli in maniera consapevole).

BOTTI? NO, GRAZIE

Su tutto il territorio nazionale sono quasi un migliaio i comuni che hanno deciso di proibire o limitare l’uso dei botti a Capodanno. Ordinanze anti-botti sono già state emanate dai sindaci di Torino, Trieste, Bologna, Modena, Pescara, Viareggio, Terni, Gubbio, Foligno (ma solo nel centro storico), Campobasso, Foggia, Oristano e Sassari.

A Venezia è valida oltre all’ordinanza contro botti e petardi quella contro il consumo di alcolici.

Botti vietati anche in mezza Sicilia: da Palermo a Messina, da Catania a Enna e in tantissimi centri minori.

A MILANO BOTTI VIETATI SOLO IN PIAZZA DUOMO

Milano e Roma si avvicinano al Capodanno con posizioni diverse: mentre, nella prima, il sindaco Sala ha vietato i botti solo in piazza Duomo per ovvie ragioni di sicurezza (lì, infatti, si svolgerà il concerto di Mario Biondi e Annalisa che richiamerà tantissima gente), a Roma l’ordinanza contenente il divieto assoluto di “usare materiale esplodente, utilizzare fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici” e anche di “usare materiale esplodente anche ‘declassificato’ a meno di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali”, è stata sospesa dal Tar, con un decreto cautelare urgente dopo il ricorso dell’ASS.P.I. (Associazione Pirotecnica Italiana), che si è fatta portavoce delle proteste degli imprenditori del settore pirotecnico della capitale.
In parole povere questo significa sì ai botti nella Capitale.

GLI APPELLI AL BUON SENSO

Dove non c’è una specifica ordinanza, c’è spesso il richiamo ad altre norme già in vigore: a Genova, ad esempio, il sindaco, per arginare il pericolo dei botti, ha ritenuto sufficiente richiamare la norma del regolamento comunale che già di per sé li vieta nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni pubbliche e vicino a ospedali, scuole e ricoveri per animali.

Si levano comunque da ogni parte raccomandazioni e richiami al buon senso dei cittadini che si apprestano a salutare in modo “scoppiettante” l’anno nuovo, dato che  l’esperienza insegna che anche le ordinanze più restrittive non garantiscono il risultato sperato. Meglio educare i cittadini, dunque, che imporre divieti mal tollerati. Su questo solco si segnala l’iniziativa della Polizia di Stato che a Siracusa ha portato un team qualificato di poliziotti (tra cui gli Artificieri di Catania) nelle scuole medie per incontrare gli studenti e informarli sui tipi di botti in circolazione e sui rischi di cicatrici e lesioni permanenti che possono provocare.