Pubertà precoce, in Francia è un caso

Sviluppo precoce del seno nelle bambine prima degli 8 anni e dei testicoli nei bambini prima di 9 anni. Tecnicamente si chiama pubertà precoce e in Francia sta diventando un vero e proprio motivo di allarme dopo che due associazioni di pediatri hanno evidenziato il rapido aumento dei bambini che ne soffrono e hanno puntato l’indice sui perturbatori endocrini. In generale, la prima manifestazione della pubertà per le ragazze avviene all’incirca tra i 9 e i 12 anni con lo sviluppo del seno, e per i maschi tra gli 11 e i 13 anni con l’aumento del volume dei testicoli.

Il sospetto dei pediatri è che i perturbatori endocrini giochino un ruolo fondamentale nelle disfunzioni ormonali. E di sostanze chimiche che possono agire sul sistema endocrino avviando alcuni processi in tempi anomali rispetto al corso naturale della vita dell’uomo ce ne sono molte sparse in tantissimi prodotti di uso quotidiano. Dalle creme solari ai cosmetici fino ad alcuni tipi di plastiche. Il fenossietanolo, ad esempio, ma anche i parabeni e il bisfenolo A: tutte sostanze che troviamo nella lista di ingredienti di un’infinità di prodotti e su cui la comunità scientifica lavora da tempo per monitorare i suoi effetti.

Il fenossietanolo, ad esempio, è un conservante a largo spettro utilizzato spesso in ambito cosmetico per la sua azione antimicrobica e la sua efficacia contro la proliferazione di lieviti e muffe. Qualche anno fa è finito nel mirino dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali che in un report lo aveva definito potenzialmente tossico per la riproduzione e lo sviluppo e per questo motivo aveva suggerito, in via precauzionale, di non utilizzarlo nei bambini al di sotto dei tre anni. Ad aprile dello scorso anno anche l’Unione Europea ha iniziato ad occuparsene chiedendo al Comitato Scientifico della Sicurezza dei Consumatori di effettuare una valutazione esaustiva della sicurezza del fenossietanolo tenendo conto delle fasce di età specifiche che potrebbero essere particolarmente sensibili agli effetti del fenossietanolo usato quale conservante nei cosmetici. Ad oggi la Commissione Europea non si è ancora espressa mentre alcuni produttori, la Conad e la Coop ad esempio, hanno iniziato a lavorare ad un’alternativa al fenossietanolo nei prodotti a marchio come le salviette umidificate e le creme solari baby.

Stessa incertezza sulle sorti del bisfenolo A, un composto chimico usato per produrre la carta termica degli scontrini e plastiche che possono venire a contatto con il cibo, perché si trovano nelle stoviglie o nei rivestimenti interni delle lattine. I residui possono perciò essere assorbiti attraverso la cute, per inalazione di polveri o attraverso gli alimenti in cui il BPA potrebbe migrare. Gli studi che indicano una possibile tossicità del BPA sono moltissimi, tanto che nel 2011 una direttiva europea ne ha bandito l’uso per la fabbricazione dei biberon. Più di recente è intervenuta l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che ha concluso la sua review non escludendo gli effetti dannosi del BPA ma rivedendo all’insù la “dose” necessaria a provocare conseguenze negative nell’uomo.

 

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