
Il mensile tedesco Öko-Test ha portato in laboratorio 24 gel e i risultati, è il caso di dirlo, fanno venire i capelli dritti. Dieci gel, tra cui i marchi Nivea e Wella, ottengono appena “sufficiente” mentre tre prodotti vengono bocciati per la presenza di formaldeide (Alcina) e del conservante problematico chlorphenesin (L’Oréal)
Tra formaldeide, Peg e conservanti critici, il test del mensile tedesco Öko-Test su 24 gel fa venire, è il caso di dirlo, i capelli dritti. Al di là dei termini superlativi con cui questi prodotti vengono presentati (extra, super, ultra, estremo, mega, definitivo), le analisi di laboratorio mettono in guardia su diversi gel per capelli in vendita nei nostri supermercati. Ad ottenere una promozione a pieni voti sono solo tre prodotti, con certificazione di cosmesi naturale: Alverde, Bioturn ed Eco Cosmetics. Altri otto prodotti ottengono un giudizio “buono” e tra questi ci sono i marchi Cien (Lidl), Douglas e Isana. Ben 10 gel, tra cui i marchi Nivea e Wella, si fermano ad appena “sufficiente” mentre tre prodotti vengono bocciati con “scarso” e “insufficiente”. Tra questi c’è L’Oréal che arriva penultimo con il suo Men Expert Invisicontrol Neat Look Styling Gel che contiene il conservante chlorphenesin, valutato negativamente (tra le altre cose può causare irritazioni cutanee).
I problemi principali, emersi dal test che ha analizzato principalmente gel per capelli destinati agli uomini, riguardano, la presenza di formaldeide o di sostanze che la rilasciano, residui di oli minerali, composti Peg e il chlorphenesin, un conservante considerato problematico. Un altro dato che colpisce: la maggior parte dei gel analizzati contiene composti plastici potenzialmente dannosi per l’ambiente.
Formaldeide nel gel Alcina, che arriva ultimo
Nel gel Alcina For Men Ultimate Gel, Flex 2, Hold 9, che arriva ultimo in classifica, il laboratorio ha rilevato una quantità di formaldeide libera tale da comportare una penalizzazione di quattro voti. La formaldeide irrita le mucose anche a basse dosi, può provocare allergie ed è sospettata di causare danni genetici. È vietata da anni dal regolamento cosmetico europeo, ma non lo sono le sostanze conservanti che la rilasciano nel tempo. Se queste sostanze vengono utilizzate e il contenuto di formaldeide liberata supera i 10 mg/kg, dal prossimo agosto il prodotto dovrà riportare in etichetta la dicitura “rilascia formaldeide”.
Il produttore Alcina, Dr. Kurt Wolff, non riesce a spiegare il risultato, anche perché il gel non conterrebbe sostanze in grado di rilasciare formaldeide. È possibile che la presenza sia dovuta alla pre-conservazione delle materie prime utilizzate. Il giudizio “insufficiente” e il ruolo di peggiore del test per il gel Alcina derivano anche dalla presenza di Peg e derivati, spesso utilizzati come emulsionanti. Alcuni di questi composti possono rendere la pelle più permeabile alle sostanze estranee, incluse quelle potenzialmente dannose. Va detto, però, che Alcina non è l’unico caso: altri 11 prodotti nel test contengono Peg o derivati.
Ftalati e altre sostanze sotto osservazione
Nel gel Swiss O-Par Kokos Styling Gel, extra strong hold, le analisi hanno rilevato dietilftalato (Dep), probabilmente utilizzato come veicolo per le fragranze. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche lo sta attualmente valutando per il possibile effetto di interferente endocrino.
Un’altra penalizzazione riguarda gli idrocarburi aromatici degli oli minerali (Moah), individuati nel Got2b Kleber gel styling waterproof, effetto “tenuta estrema”. La contaminazione deriva con ogni probabilità dalla vaselina di origine petrolifera presente tra gli ingredienti (indicata come petrolatum). Il problema è che alcuni Moah sono considerati cancerogeni.
Nel test non mancano gel convenzionali, soprattutto a marchio del distributore, che avrebbero tutte le carte in regola per ottenere il punteggio massimo. Tuttavia, tutti contengono polimeri sintetici. Queste plastiche solubili formano una pellicola attorno al capello che ne aumenta la tenuta, ma a scapito dell’ambiente: sono infatti difficilmente biodegradabili e, nel lungo periodo, possono avere ripercussioni anche sulla catena alimentare e sulla disponibilità di prodotti agricoli.









