
Uno studio mostra che la combustione delle candele produce particelle molto più piccole di quelle generate dalla cucina e capaci di penetrare in profondità nei polmoni
Accendere una candela per creare un’atmosfera calda e rilassante è un gesto comune nelle case. Ma dietro quella luce soffusa potrebbe nascondersi una fonte significativa di inquinamento dell’aria indoor. Secondo una ricerca condotta dall’Università di Aarhus, la combustione delle candele può liberare nell’aria grandi quantità di particelle ultrafini, potenzialmente dannose per la salute.
Particelle invisibili ma pericolose
Quando una candela brucia, emette un gran numero di particelle microscopiche, così piccole da essere invisibili all’occhio umano. Si tratta di particelle ultrafini, oltre mille volte più sottili di un capello, che possono rimanere sospese nell’aria per lungo tempo.
La loro concentrazione aumenta ulteriormente quando la candela viene spenta, momento in cui si libera anche una maggiore quantità di fuliggine.
Secondo i ricercatori, proprio queste particelle rappresentano uno dei principali contributi all’inquinamento dell’aria all’interno delle abitazioni.
Più particelle delle attività in cucina
Per valutare l’impatto delle candele sulla qualità dell’aria indoor, gli scienziati hanno condotto esperimenti in camere di esposizione con clima controllato. I risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti durante la cottura di carne in forno, un’attività nota per produrre particolato a causa dei processi di combustione.
Lo studio ha mostrato che entrambe le attività generano elevate quantità di particelle, ma quelle prodotte dalle candele risultano molto più numerose.
Ancora più rilevante è la dimensione: mentre la cottura produce particelle con un diametro medio di circa 80 nanometri, le candele generano particelle di circa 7–8 nanometri. Dimensioni così ridotte facilitano l’ingresso delle particelle nelle vie respiratorie.
Gas e sostanze potenzialmente cancerogene
Oltre alle particelle di fuliggine, la combustione delle candele rilascia anche diversi composti chimici nell’aria. Tra questi figurano il biossido di azoto e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), un gruppo di sostanze associate a processi infiammatori e, in alcuni casi, allo sviluppo di tumori.
Possono arrivare fino al sangue
Le particelle ultrafini destano particolare preoccupazione dal punto di vista sanitario perché, una volta inalate, possono penetrare profondamente nei polmoni fino agli alveoli. Da lì possono entrare nel flusso sanguigno e raggiungere altri organi, come il cuore e il cervello.
Secondo gli autori dello studio, le particelle prodotte dalle candele presentano dimensioni e caratteristiche simili a quelle presenti nei gas di scarico dei motori diesel, già associate a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie.
Effetti osservati anche negli studi su volontari
La ricerca ha analizzato anche gli effetti dell’esposizione alle emissioni delle candele in giovani adulti con asma lieve. Dopo l’esposizione sono stati osservati cambiamenti biologici, seppur modesti, in alcuni marcatori di infiammazione delle vie respiratorie e del sangue. I partecipanti hanno inoltre riferito sensazioni di irritazione e fastidio.
Altri studi su adulti sani hanno evidenziato piccoli cali della funzione polmonare, alterazioni della frequenza cardiaca e della rigidità delle arterie, oltre a una riduzione delle prestazioni cognitive dopo l’esposizione ai fumi delle candele.
I soggetti più vulnerabili
Le persone con malattie respiratorie croniche, come asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), risultano particolarmente sensibili all’inquinamento da particolato. In questi soggetti, anche livelli relativamente bassi di particelle possono contribuire a scatenare sintomi.
Anche bambini, anziani e persone con patologie croniche sono considerati gruppi più vulnerabili agli effetti dell’inquinamento dell’aria indoor.
Ridurre l’esposizione
Gli autori dello studio sottolineano che alcune semplici precauzioni possono contribuire a limitare l’accumulo di particelle in casa. Accendere meno candele contemporaneamente, evitare correnti d’aria che fanno tremolare la fiamma e accorciare lo stoppino possono ridurre la formazione di fuliggine.
Un altro accorgimento importante è arieggiare bene i locali dopo averle utilizzate, aprendo le finestre per favorire il ricambio dell’aria.






