
Il caso sollevato dall’Unifil, la forza di pace dell’Onu presente nel Libano meridionale: oltre ai danni ambientali, l’uso dell’erbicida espone la popolazione locale a un pesticida dagli effetti potenzialmente cancerogeni
L’Idf, l’esercito israeliano, con gli aerei ha irrorato glifosato campi coltivati e terreni destinati alla semina nel Sud del Libano. La notizia è stata diffusa il 2 febbraio scorso da un comunicato stampa dell’Unifil, l’United nations interim force in Lebanon, la forza di pace dell’Onu, a cui partecipano anche un migliaio di militari italiani, da tempo ormai esposta al fuoco dell’Idf, l’esercito di Israele, durante le azioni contro le milizie di Hezbollah.
L’uso massiccio di glifosato, oltre alla funzione erbicida, provoca una rapida essiccazione della pianta e quindi non è escluso che l’esercito israeliano abbia impiegato il potente diserbante per “bruciare” le coltivazioni nel Sud del Libano.
Prima dei lanci di glifosato l’Idf, precisa Unifil, ha invitato le forze di peacekeeping di “tenersi a distanza e rimanere al riparo, costringendole ad annullare oltre una dozzina di attività ”.
I militari Onu, aggiunge poi l’Unifil, “hanno supportato le forze armate libanesi nella raccolta di campioni da sottoporre a test di tossicità “.Â
Dalle analisi è risultato l’impiego di erbicidi a base di glifosato una sostanza, probabile cangerogena per la Iarc dell’Oms e capace di provocare diversi tipi di cancro nelle cavie da laboratorio, inquinante per l’ambiente e che espone la popolazione locale a conseguenze sulla loro salute.
“L’operazione – riporta l’Ansa – si è svolta in aree già in larga parte evacuate a causa delle ostilità tra Israele e Hezbollah, ma ancora attraversate da civili, allevatori e personale delle Nazioni Unite. Unifil ha riferito di esser stata informata da Israele delle operazioni per consentire al personale Onu di allontanarsi temporaneamente dalla zona interessata per alcune ore, senza che fossero forniti dettagli sulla natura dell’operazione”.
Molto dura la posizione espressa dalla forza di pace dell’Onu: “Questa attività (irrorazione con sostanze chimiche, ndr) è inaccettabile e contraria alla risoluzione 1701. Le azioni deliberate e pianificate dell’Idf non solo hanno limitato la capacità delle forze di peacekeeping di svolgere le attività previste dal loro mandato, ma hanno anche potenzialmente messo a rischio la loro salute e quella dei civili. Hanno inoltre sollevato preoccupazioni circa gli effetti di questa sostanza chimica sconosciuta sui terreni agricoli locali e su come ciò potrebbe influire sul ritorno dei civili alle loro case e ai loro mezzi di sussistenza a lungo termine. Non è la prima volta che le Idf lanciano sostanze chimiche sconosciute da aerei sul Libano. Continuiamo a ricordare alle Idf che i voli dei loro aerei verso il Libano violano la risoluzione 1701 e che qualsiasi attività che metta a rischio le forze di peacekeeping e i civili è motivo di seria preoccupazione. Invitiamo nuovamente le Idf – si conclude il comunicato – a cessare tutte queste attività e a collaborare con le forze di peacekeeping per sostenere la stabilità per cui tutti ci stiamo impegnando”.









