
I negozi di cosmetici, in primis Sephora, stanno cavalcando la moda che vede ragazzine, sempre più piccole, alla ricerca di trucchi e prodotti di bellezza. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non si tratta di prodotti adatti alla loro età, e questo comporta più di qualche rischio per la salute
Le ragazzine, per non dire bambine, della fascia d’età tra 7 e 12 anni, sono ormai la nuova clientela di negozi come Sephora, che fino a qualche tempo fa avevano in bella vista marchi storici come Clarins, Dior o Chanel mentre oggi concedono molto più spazio a nomi nuovi come The Inkey List, Supergoop o The Ordinary. Il cambiamento non è solo nel marchio, ma nel prodotto che è destinato in modo preciso a questo target. Ormai non è raro assistere a scene di preadolescenti che affollano questi negozi alla ricerca spasmodica di trucchi e creme anti-age normalmente destinati agli adulti. Una tendenza, alimentata dai social network, che nasconde molti rischi, come abbiamo più volte denunciato con diversi articoli.
A rilanciare il pericolo è la rivista francese Que Choisir che denuncia come all’ingresso del negozio Sephora nel 14° arrondissement di Parigi, ci sia un espositore dai colori sgargianti che presenta in promozione la nuova linea Blemish del marchio Byoma che offre una “beauty routine” in quattro fasi con quattro prodotti: detergente, tonico, trattamento e crema idratante. Un marchio inglese che spopola su TikTok, con 1,3 milioni di follower e che si rivolge proprio alle “Sephora Kids”.
Packaging divertenti, sostanze indesiderabili
Il fenomeno, purtroppo, è alimentato da una miriade di influencer che propongono in rete “tutorial di bellezza” con 10 o persino 15 passaggi, per ottenere una “pelle perfetta”, da esibire poi su Instagram. Sono sempre più numerose le testimonianze di commesse che si trovano sempre più spesso a servire prodotti anti-age a bambine di 6-7 anni. Una spirale senza fine che il mercato sta cavalcando. “L’industria cosmetica si è buttata a capofitto su questa tendenza. Trasforma la pelle giovane in un ideale da conservare… con le creme!” denuncia Céline Couteau, docente di farmacia industriale e cosmetologia all’università di Nantes. Le strategie di marketing puntano su testimonial con enorme visibilità sui social. Dopo Rihanna con Fenty Beauty nel 2017 e Selena Gomez con Rare Beauty, è il turno della blogger Negin Mirsalehi, fondatrice di Gisou, oggi molto popolare tra le adolescenti.
Dietro confezioni allegre e colorate, però, si nascondono formule non proprio “pulite”. Sullo stand Hot On Social Media di Sephora si trova, ad esempio, il discusso balsamo labbra Black Cherry Balm Dotcom del marchio americano Glossier (fondato dall’influencer Emily Weiss). Contiene Bht, una sostanza antiossidante sospettata di essere un interferente endocrino, tanto da aver spinto l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria (Anses) ad avviare un’autovalutazione. Il gloss contiene anche vaselina, un olio minerale derivato dal petrolio, utilizzato per le sue proprietà idratanti. Alcuni studi indicano che non è possibile eliminare completamente le impurità di questi oli, come i Moah (sospettati di essere cancerogeni e genotossici) o i Mosh (sospettati di accumularsi nell’organismo e provocare reazioni infiammatorie). La vaselina andrebbe evitata nei prodotti a rischio di ingestione, come balsami e rossetti.
Il marchio più famoso per le confezioni dai colori fluo e disegni ludici è Drunk Elephant, che propone una serie di sieri identificati da tappi colorati, da mescolare per creare il proprio “cocktail”. Un aspetto giocoso dietro cui si nascondono trattamenti altamente concentrati, come la crema A-Passioni con 1% di retinolo (vitamina A) o il siero notte T.L.C. Framboos con 10% di Aha e 5% di Bha, acidi esfolianti molto aggressivi e irritanti. Anche Glow Recipe, che punta su un immaginario goloso a base di frutti colorati, propone il siero Watermelon Glow Dew Drops con niacinamide (vitamina B3). Tutti questi attivi hanno un effetto levigante sulla pelle. “Alcuni di questi prodotti funzionano come veri e propri peeling, rimuovendo lo strato corneo. Se usati male, possono avere un effetto abrasivo potenzialmente pericoloso”, avverte Annabel Maruani, professoressa di dermatologia all’università di Tours e presidente della Società di dermatologia pediatrica.
Un altro ingrediente critico è l’acido glicolico, che è stato oggetto di un’allerta dell’Accademia di medicina nel giugno 2024, in seguito a casi di insufficienza renale acuta legati al suo utilizzo sia nei trattamenti liscianti per capelli sia nei peeling del viso. Per limitare i rischi di assorbimento, l’Accademia raccomanda di evitare questi peeling in presenza di lesioni cutanee. Una raccomandazione poco rassicurante, se si considera che la pelle adolescenziale, spesso acneica, è già una pelle lesionata. Preoccupazioni simili riguardano l’acido salicilico, utilizzato come attivo purificante nei prodotti anti-acne. Lo si trova, ad esempio, al 2% nel detergente Blemish Clearing Cleanser della nuova linea Byoma. Tuttavia, questa molecola è stata giudicata “non sicura” per i bambini dai 3 ai 10 anni dal Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori, a causa di un possibile effetto di interferenza endocrina. Proprio mentre le Sephora Kids rappresentano il principale bacino di utenti di questi prodotti anti-imperfezioni.
La moda delle maschere viso: i nostri giudizi su 12 prodotti
Un’altro prodotto molto di moda tra le preadolescenti sono le maschere per il viso, vendute in bustine divertenti a forma di animali o frutti (circa 4 euro da Sephora, o anche 1,50 euro da Oviesse). Il marchio Rini propone addirittura una linea dedicata ai bambini a partire dai 3 anni. Per questi prodotti esiste anche un rischio di uso improprio perché hanno tempi di posa precisi che non sempre vengono rispettati. A questo proposito sul numero di dicembre del Salvagente abbiamo pubblicato un’analisi su 12 maschere viso usa e getta, vendute in negozi come Sephora, Douglas e Oviesse. I risultati non lasciano tranquilli: a salvarsi sono solo 5 prodotti su 12.
Profumi con troppi allergeni
Un altra novità, che risponde alla logica della collezione, sono le cosiddette “brume”, il quei profumi leggeri da portare nello zaino per rinfrescarsi durante la giornata. In questo segmento spopolano Sol de Janeiro (gruppo L’Occitane) e Adopt, marchio francese che vende online flaconcini da 30 ml a circa dieci euro. Vale la pena ricordare che i profumi possono contenere allergeni, obbligatoriamente indicati nell’elenco degli ingredienti. Anche quando le marche cercano di ridurli, se ne trovano comunque diversi: il best-seller Brazilian Crush Cheirosa n. 62 di Sol de Janeiro, ad esempio, ne contiene quattro (benzyl salicylate, coumarine, limonene e hydroxycitronellal).
A proposito di sostanze profumate, come abbiamo evidenziato nel nostro recente articolo sul galaxolide, attualmente questa sostanza, che è un muschio sintetico, nonostante sia un sospetto interferente endocrino e probabilmente critico per la riproduzione, non rientra tra gli allergeni con obbligo di dichiarazione in etichetta. Non è possibile quindi sapere se il galaxolide, indicato anche Hexamethylindanopyran, è contenuto nel prodotto o meno. Per questo bisogna aspettare il 31 luglio 2026, per i prodotti nuovi che dovranno indicarlo in etichetta, e il 31 luglio 2028 per tutti i prodotti in vendita.
“La tendenza dei Sephora Kids si combina con un’altra, quella della K-beauty (rituale coreano che sovrappone detergenti, creme e make-up). La pelle delle ragazze è così esposta a una vera e propria “nebbia” di ingredienti – denuncia Céline Couteau – I rischi sono molteplici: allergie (eczemi), occlusione dei pori che favorisce l’acne, ed esposizione agli interferenti endocrini, che avanzano silenziosamente perché non si vedono”, avverte la ricercatrice. Gli esperti sono unanimi: per i bambini è sufficiente una detersione mattina e sera con un sapone ipoallergenico.









