
L’apertura del processo per molestie olfattive a Giovanni Fileni, è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di azioni e proteste da parte dei residenti vicini agli stabilimenti nelle Marche
L’apertura del processo per molestie olfattive a carico di Giovanni Fileni, subito slittato a marzo, rappresenta solo l’ultimo capitolo di una lunga sequenza di proteste, esposti e indagini portate avanti dai residenti che vivono nei pressi degli stabilimenti del gruppo avicolo nelle Marche. Una vicenda che, negli anni, ha coinvolto comitati locali, associazioni ambientaliste, istituzioni sanitarie e la magistratura, diventando un caso emblematico del conflitto tra allevamenti intensivi e territori.
2023: il caso esplode sui media e nasce la mobilitazione
Il caso Fileni entra nel dibattito pubblico all’inizio del 2023, quando il programma televisivo Report (Rai3) manda in onda un’inchiesta sulle condizioni di alcuni allevamenti del gruppo, in particolare quelli dichiarati come biologici. Le immagini trasmesse – relative al trattamento degli animali e alla gestione degli impianti – suscitano un forte clamore mediatico e sollevano dubbi sul rispetto dei disciplinari di produzione. Dopo la messa in onda del servizio, alcune catene della grande distribuzione sospendono temporaneamente le forniture, mentre in Parlamento vengono presentate interrogazioni per chiedere chiarimenti sui controlli e sulle certificazioni. Parallelamente, il caso inizia a essere seguito in modo sistematico anche dalla stampa specializzata sui temi del consumo e dell’ambiente. Nello stesso periodo, associazioni come LAV e il Comitato per la Vallesina intensificano la mobilitazione contro l’espansione degli allevamenti intensivi nella provincia di Ancona. I cittadini denunciano impatti ambientali e sanitari, in particolare legati alle emissioni odorigeniche, alla densità di capi allevati e alla vicinanza degli impianti alle abitazioni. Emergono inoltre critiche alla certificazione B-Corp ottenuta da Fileni, con richieste di verifica sull’effettiva coerenza tra i criteri di sostenibilità dichiarati e le pratiche industriali adottate, soprattutto sul fronte del benessere animale e dell’impatto sul territorio.
Conferenze, studi e contestazioni scientifiche
Nel corso del 2025, il dibattito si arricchisce di nuovi elementi scientifici. Un rapporto presentato da Isde – Medici per l’ambiente, con un focus specifico sugli allevamenti Fileni nella Vallesina, evidenzia rischi significativi per la salute umana e per l’ambiente. Lo studio segnala l’aumento delle concentrazioni di ammoniaca e polveri sottili, il possibile inquinamento delle acque superficiali e delle falde dovuto alla gestione della pollina, e la presenza di rischi microbiologici connessi all’allevamento intensivo. La diffusione di questi dati rafforza le rivendicazioni dei residenti, che accusano le istituzioni di sottovalutare le criticità sanitarie e ambientali emerse nel territorio.
Indagini giudiziarie e contenziosi amministrativi
Sul piano giudiziario, la Procura di Ancona apre nel tempo diversi filoni di indagine sugli allevamenti marchigiani del gruppo. Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto le esalazioni maleodoranti e le presunte molestie olfattive, inquadrate nel reato di getto pericoloso di cose (articolo 674 del codice penale). Nel gennaio 2026 si apre formalmente il processo penale a carico di Giovanni Fileni, legale rappresentante delle società agricole coinvolte, per le molestie subite dai residenti che vivono nelle aree circostanti gli allevamenti di Jesi. In precedenza, tra il 2024 e il 2025, la Procura aveva notificato avvisi di chiusura delle indagini preliminari per il maxi allevamento di Monte Roberto. Nell’inchiesta risultano indagati, oltre all’imprenditore, anche cinque funzionari pubblici, con ipotesi di abuso edilizio e abuso d’ufficio legate alla realizzazione della struttura, ritenuta in parte non conforme alle normative urbanistiche e paesaggistiche. Sempre nel 2024, il Tribunale di Ancona riconosce ufficialmente il reato di molestie olfattive per quattro stabilimenti Fileni, sottolineando come le emissioni non siano episodiche ma strutturali al modello di allevamento adottato.
La comunità e la politica: confronto e mobilitazione
Accanto agli sviluppi giudiziari, il Comitato per la Vallesina continua a svolgere un ruolo centrale nella mobilitazione civica. Attraverso assemblee, incontri pubblici e confronti con la politica locale, i cittadini mantengono alta l’attenzione sugli effetti della cosiddetta “Valle dei polli”. Un incontro pubblico tenutosi nel settembre 2025 fa il punto su una protesta ormai quinquennale, evidenziando come persistano criticità ambientali, sanitarie e sociali, legate alla concentrazione degli allevamenti intensivi e alla loro compatibilità con il territorio.
Multa Antitrust e contestazioni commerciali
Le contestazioni non si limitano agli aspetti ambientali e sanitari. Anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) interviene sul caso, sanzionando Fileni con una multa da 100mila euro per pratiche commerciali scorrette. L’Antitrust contesta in particolare alcune modalità di comunicazione pubblicitaria relative al pollame biologico e all’origine delle materie prime utilizzate nei mangimi. Dalle prime denunce emerse dopo l’inchiesta di Report fino alle più recenti fasi processuali, la vicenda degli allevamenti Fileni nelle Marche si intreccia così con temi di legalità urbanistica, tutela della salute pubblica, impatto ambientale e credibilità delle certificazioni di sostenibilità, restando al centro di un confronto ancora aperto.
Si apre il processo a Giovanni Fileni per molestie olfattive negli allevamenti marchigiani









