
Polli colpiti con una pala, abbattimenti irregolari, condizioni sanitarie inadeguate. Queste le immagini riprese tra dicembre e gennaio scorso da un ex dipendente di un allevamento della filiera Aia, raccolte da Essere Animali e mandate in onda da Report
Polli colpiti con una pala, abbattimenti irregolari, condizioni sanitarie inadeguate. Queste le immagini riprese tra dicembre e gennaio scorso da un ex dipendente di un allevamento della filiera Aia, raccolte da Essere Animali e mandate in onda dall’inchiesta di Giulia Innocenzi per Report (Rai 3). L’allevamento si trova in provincia di Verona e alleva circa 40 mila animali, mentre Gruppo Veronesi – di cui Aia fa parte – è il principale produttore italiano di pollo con un fatturato annuale di 4 miliardi (2023) e rifornisce praticamente tutti i principali supermercati italiani per i loro prodotti di pollo a marchio, come Coop, Conad ed Esselunga.
Le denunce: violenze e gestione critica
“I video – spiega Ea in una nota – mostrano terribili violenze da parte degli operatori, ma anche problematiche strutturali dovute alla mala gestione dell’allevamento e altre invece legate proprio alla selezione genetica e alle razze a rapido accrescimento”. L’Ong elenca: polli colpiti ripetutamente con una pala, con conseguenze in termini di stress, paura e possibili lesioni; animali maneggiati in modo inadeguato e scaraventati contro le strutture dell’allevamento, con il rischio di fratture; esemplari afferrati per un’ala, causando dolore intenso. Segnalati anche polli con zampe mutilate, animali incastrati nelle strutture e lasciati morire, oltre a evidenti segni di ferite sui capi ancora vivi.
Abbattimenti non conformi
Essere Animali denuncia anche abbattimenti irregolari, con operatori che afferrano gli animali per il collo facendoli roteare: una pratica che, secondo l’associazione, non garantisce una morte rapida e indolore come previsto dalle linee guida.
Restrizione alimentare e cannibalismo
I polli sarebbero stati sottoposti a una severa restrizione alimentare durante il ciclo riproduttivo, per contenere problemi sanitari tipici delle razze a rapido accrescimento. Un parere dell’Efsa evidenzia che questa restrizione può arrivare fino al 20-25% dell’alimentazione naturale, causando uno stato di fame cronica. Questo porta a comportamenti anomali: i polli tendono a beccare qualsiasi cosa sembri cibo, incluse ferite o parti del corpo di altri animali, con episodi di cannibalismo documentati anche nelle immagini. Le scene più dure mostrano animali con ferite profonde, aggrediti mentre sono ancora vivi.
Rischi igienico-sanitari
Alle criticità sul benessere animale si aggiungono quelle igieniche. Sono state trovate carcasse in decomposizione lasciate tra gli animali vivi, una situazione che rappresenta una grave violazione delle norme di biosicurezza. Secondo l’associazione, questi resti diventano serbatoi di patogeni, favorendo la diffusione di malattie all’interno dell’allevamento.
Le reazioni e le richieste
“È inaccettabile che in una filiera così rilevante vi sia questa trascuratezza, con rischi sanitari gravissimi e animali lasciati agonizzare senza cure” afferma Simone Montuschi, presidente di Essere Animali. Montuschi sottolinea che gli animali malati dovrebbero essere curati, isolati o sottoposti ad abbattimento d’emergenza per evitare sofferenze. “Queste pratiche avvengono in uno degli allevamenti chiave della filiera Aia, da cui provengono polli destinati all’ingrasso”. L’associazione chiede infine alla grande distribuzione italiana di adeguarsi agli standard europei, adottando politiche in linea con lo European Chicken Commitment, per migliorare il benessere animale e le condizioni di allevamento.






