
La Commissione Industria di Palazzo Madama ha dato il via libera al disegno di legge sulla Produzione e vendita del pane, che distingue per la prima volta il “fresco” da quello “precotto e surgelato”. Tutte le novità
Il pane fresco sarà solo quello “preparato secondo un processo di produzione continuo – al massimo di 72 ore, ndr – privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione di impasti e ad altri trattamenti con effetto conservante, ad eccezione delle tecniche mirate al solo rallentamento del processo di lievitazione, senza utilizzo di additivi“.
Quello precotto e surgelato per poi essere riscalato nel forno nei supermercati dovrà riportare “ottenuto da pane parzialmente cotto”, eventualmente con il dettaglio “surgelato”, il prodotto ottenuto mediante completamento di cottura.
Sono queste le principali novità previste dal disegno di legge sulla Produzione e vendita del pane approvate dalla Commissione Industria del Senato.
Si tratta di un passo in avanti notevole atteso da almeno una decina di anni.
Il testo approvato prevede che nei punti vendita – anche se in gran parte dei supermercati già di fatto è praticata – sarà obbligatoria la separazione fisica degli scaffali per distinguere pane fresco e pane ottenuto da impasti surgelati e precotti, con l’obiettivo anche di garantire la trasparenza nelle informazioni al consumatore.
Tra le altre novità, la denominazione “pane di pasta madre” sarà possibile solo per il prodotto ottenuto solo con pasta madre e quella di “pane con pasta madre” per quello ottenuto con l’utilizzo di altro lievito fresco o secco e di una quantità a scelta di pasta madre.
Saranno vietati i claim quali “di giornata”, “appena sfornato” e “caldo” per il pane ottenuto dalla cottura di prodotti intermedi di panificazione. Si introduce anche la possibilità di vendere il pane anche a pezzo e non solo a peso.









