
Solo due lipgloss, dei 12 testati da Saldo, risultano privi di sostanze problematiche. Gli altri sono pieni di solventi critici come toluene, xilene e etilbenzene. I peggiori? Essence, Artdeco e Catrice…ma anche L’Oréal e Maybelline
Facili da applicare, anche senza specchio, promettono labbra più lucide e voluminose. I lipgloss, o lucidalabbra, sono considerati l’alternativa facile e veloce al rossetto. Sono ancora più soggetti ad essere leccati e ingeriti ed è per questo che dovrebbero essere formulati con particolare attenzione alla sicurezza. Tuttavia, alla prova dei fatti questa sicurezza non c’è. E’ il risultato, poco rassicurante, che emerge dal test condotto su 12 lipgloss dalla rivista svizzera Saldo: solo due prodotti, peraltro tra i più costosi, risultano privi di sostanze problematiche. Gli altri sono pieni di solventi più che problematici come toluene, xilene ed etilbenzene.
Solventi senza limiti di legge
Gli unici due lipgloss che ottengono un giudizio “molto buono” sono Too Faced (Estée Lauder) e Huda Beauty. Altri 5 prodotti, tra cui Manhattan, Kiko, Sephora e NYX si portano a casa un “buono”, mentre i restati 5, tra cui figurano i marchi L’Oréal, Maybelline e Catrice, vengono giudicati “insufficienti” con l’ultimo della lista (Essence) che ottiene “scarso”. Il problema principale è la presenza di solventi come toluene, xilene ed etilbenzene, sostanze non pensate per cosmetici a diretto contatto con la pelle e tanto meno per prodotti che finiscono in bocca. Secondo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), toluene e xilene sono irritanti cutanei; il toluene è inoltre sospettato di danneggiare feti e organi, mentre l’etilbenzene può compromettere l’udito in caso di esposizione ripetuta.
Eppure, per i solventi nei cosmetici per le labbra non esistono limiti specifici di legge. Nel test di Saldo, i giudizi negativi sono scattati solo quando le concentrazioni superavano i valori guida fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità per i residui nell’acqua potabile. È quanto accaduto ai prodotti di Catrice ed Essence, risultati insufficienti.
I produttori si difendono parlando di “tracce tecnicamente inevitabili”, consentite dalla normativa europea sui cosmetici. Un’argomentazione che mette però in luce un evidente vuoto regolatorio per un prodotto che ingeriamo, seppur in piccole dosi.
Formaldeide: presente ma invisibile in etichetta
Cinque dei dodici lipgloss analizzati contenevano formaldeide, una sostanza fortemente irritante e allergizzante, sospettata di aumentare il rischio di danni genetici e tumori se inalata o ingerita. I produttori non la aggiungono direttamente, ma utilizzano conservanti che la rilasciano nel tempo.
Il consumatore però non viene informato: fino a poco tempo fa, l’indicazione “rilascia formaldeide” era obbligatoria solo sopra i 500 mg/kg. Solo nel 2022 la Commissione europea ha abbassato la soglia a 10 mg/kg, riconoscendo implicitamente la criticità della sostanza. Ma le norme transitorie consentono la vendita per anni di prodotti fabbricati prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.
Nel test, il livello più alto di formaldeide (54 mg/kg) è stato rilevato nel lipgloss di Essence. Anche in questo caso, il produttore si appella al rispetto formale della normativa, sebbene il dato sollevi interrogativi sulla reale tutela della salute.
Biossido di titanio: vietato negli alimenti, ammesso nei cosmetici
Un’altra contraddizione normativa riguarda il biossido di titanio, come denuncia ormai da due anni il Salvagente. Il pigmento, vietato dal 2022 negli alimenti per il sospetto effetto genotossico, è stato rilevato in 3 lipgloss. Chiaramente non si tratta di un illecito visto che la sostanza è attualmente autorizzata nei cosmetici, compresi quelli che entrano in contatto con labbra e bocca (e inevitabilmente vengono ingeriti), come lipgloss e dentifrici. Un paradosso che conferma come la regolazione dei cosmetici proceda ancora per compartimenti stagni, senza tenere conto dell’esposizione reale dei consumatori.
A proposito di dentifrici sul numero del Salvagente di giugno ci sono i risultati del test che abbiamo effettuato su 20 tra i dentifrici più diffusi trovando il biossido di titanio in tanti.
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Allergeni e cocktail chimici
Oltre a solventi e formaldeide, Saldo ha analizzato 24 sostanze potenzialmente allergizzanti tra profumi e conservanti. Il prodotto con il maggior numero di allergeni è risultato quello di Artdeco, contenente 4 sostanze note per provocare frequentemente reazioni cutanee.
I risultati sollevano una questione che va oltre i singoli marchi: la sicurezza dei lipgloss è oggi più una questione di conformità formale che di reale protezione della salute.
Finché mancheranno limiti specifici per sostanze ingerite quotidianamente e le etichette continueranno a tacere su rischi noti, la scelta davvero sicura resterà appannaggio di pochi prodotti costosi – lasciando ai consumatori comuni l’onere di orientarsi in un sistema normativo pieno di falle.









