
Sono scelti come alternativa naturale alle tinture per capelli, ma in diversi casi – secondo i controlli ufficiali delle autorità tedesche – gli henné hanno subito trattamenti di irradiazione, pur dichiarando il contrario
Si fa presto a dire “naturale”. L’henné per capelli, tanto apprezzato dai consumatori come alternativa “sicura” ai prodotti chimici, potrebbe nascondere una sorpresa poco piacevole a molti: l’irradiazione con radiazioni ionizzanti, ovvero un trattamento industriale finalizzato alla riduzione della contaminazione microbica. Lo rivela una recente indagine del CVUA di Karlsruhe, laboratorio di analisi chimiche e veterinarie tedesco.
Nel 2024, il laboratorio ha analizzato otto campioni di henné per capelli disponibili sul mercato. Sebbene le confezioni dichiarassero esplicitamente che i prodotti non erano stati sottoposti a trattamenti con radiazioni, l’analisi ha evidenziato che tre campioni su otto (il 37,5%) erano stati effettivamente irradiati. Tutti provenivano dallo stesso produttore, che utilizza materie prime provenienti dall’India e pubblicizza chiaramente il prodotto come “non irradiato” tramite uno specifico marchio.
Il trattamento con radiazioni ionizzanti, seppure legale e talvolta utile per garantire sicurezza microbiologica e una migliore conservazione, deve sempre essere dichiarato apertamente ai consumatori, secondo quanto stabilisce la normativa europea per alimenti come erbe e spezie. Per i cosmetici, invece, non esiste ancora una regolamentazione specifica.
La rilevazione del trattamento è stata effettuata tramite termoluminescenza, una tecnica altamente affidabile che identifica tracce precise dell’irradiazione in prodotti contenenti impurità minerali silicee.
Già in passato, nel 2010, l’Ufficio Bavarese per la Salute aveva denunciato alti livelli di contaminazione microbica nelle tinte naturali per capelli, mettendo in luce la necessità di maggiori controlli. Oggi, con questa nuova scoperta, è evidente come la presunta sicurezza e naturalezza dei prodotti all’henné debba essere rivista e valutata con maggiore attenzione, soprattutto per quei cosmetici acquistati online, spesso soggetti a minori controlli e trasparenza.