Datteri, quali sono le proprietà di questi frutti natalizi

datteri

I datteri possiedono tante proprietà nutritive e non sono controindicati nei pazienti diabetici. Di solito chiudono le grandi abbuffate, ma i veri benefici si ottengono a colazione o se consumati come spuntino e condimento per piatti. Ricordano i “nostri” fichi e sono immancabili nei cesti natalizi. 

 

Sarà uno degli alimenti principe delle abbondanti tavolate natalizie. In alcune regioni italiane, la tradizione vuole che allo scoccare della mezzanotte di Capodanno si debba mangiarli conservando tre noccioli nel portafoglio come portafortuna. Gli scaffali dei supermercati ne offrono già in abbondanza. Nei cesti natalizi non possono mancare. Stiamo parlando dei datteri, un frutto ricco di proprietà, per tanti un modo che conclude in dolcezza pranzi e cene per le feste, magari utilizzando i noccioli per chiudere le caselle vincenti dell’immancabile tombolata.

 

Quali sono le proprietà dei datteri?

I datteri sono i frutti della Phoenix dactylifera, specie appartenente alla famiglia delle Arecaceae. Questo frutto rievoca paesaggi esotici; le palme da dattero sono coltivate nelle aree a clima caldo di tutti i continenti.

Gli esperti nutrizionisti dell’Irccs Humanitas evidenziano i valori nutrizionali di questo frutto.

 

Le proprietà nutrizionali dei datteri

Una quantità pari a 100 grammi di datteri secchi apporta 253 calorie ripartite in carboidrati (94%), proteine (4%), lipidi (2%).

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Una quantità di 100 gr di datteri secchi contiene molti glucidi, sali minerali, vitamine e non solo:

  • 17,3 gr di acqua
  • 2,7 gr di proteine
  • 0,6 gr di lipidi
  • 63,1 gr di zuccheri solubili

E numerosi nutrienti, quali:

  • 8,7 gr di fibra (1,24 di fibra solubile e 7,49 di fibra insolubile)
  • 2,2 mg di niacina (vitamina B3)
  • 0,15 mg di riboflavina (vitamina B2)
  • 0,08 mg di tiamina (vitamina B1)
  • 5 mg di vitamina A (retinolo equivalente)
  • 750 mg di potassio
  • 69 mg di calcio
  • 65 mg di fosforo
  • 5 mg di sodio
  • 2,7 mg di ferro

 

I datteri sono fonte preziosa di folati (acido folico, vitamina B12). Ce ne sono 15 mg in 100 gr di prodotto.

I datteri contengono anche:

  • 0,805 mg di acido pantotenico (vitamina B5)
  • 0,249 mg di piridossina (vitamina B6)
  • 2,7 mg di vitamina K
  • 0,362 mg di rame
  • 54 mg di magnesio
  • 0,296 mg di manganese
  • 0,44 mg di zinco

 

I datteri contengono carotenoidi e polifenoli

Sezionando ancora più in profondità, 100 grammi di datteri secchi contengono anche carotenoidi (89 mg di beta carotene e 23 mg di luteina/zeaxantina). Infine, contengono polifenoli tannini.

 

Possibili benefici dei datteri

Gli esperti concordano su alcuni benefici e controindicazioni nel consumo alimentare di datteri.

 

I benefici dei datteri

  • Le fibre dei datteri aiutano a ridurre il colesterolo
  • I datteri sono lassativi
  • Proteggono dal cancro al colon
  • I tannini contenuti nei datteri sono antinfettivi, antinfiammatori, antiossidanti e antiemorragici
  • La vitamina A dei datteri è utile per proteggere vista, mucose e pelle. Inoltre, difende da tumori al polmone e alla cavità orale
  • I carotenoidi dei datteri (betacarotene, luteina e zeaxantina) aiutano a difendere l’organismo dalla degenerazione maculare senile, a proteggere da tumori a prostata, seno, endometrio, polmone e pancreas
  • Le vitamine B (delle quali i datteri sono ricchi) sono importanti per il metabolismo
  • La vitamina K favorisce una buona coagulazione
  • I datteri contengono anche minerali, quali il ferro che è importante per il trasporto dell’ossigeno
  • Il potassio per la salute cardiovascolare
  • Il calcio per ossa, contrazione muscolare, coagulazione e conduzione dell’impulso nervoso
  • Il dattero è anche fonte di manganese, utile per le difese antiossidanti
  • Il rame per la produzione di globuli rossi
  • Il magnesio che è amico delle ossa

 

Allergie ai datteri?

Un altro vantaggio dei datteri è determinato dal fatto che raramente provoca allergia. Humanitas precisa che sono però possibili alcune reazioni crociate con i pollini della famiglia delle betulle.

 

Quando non mangiare i datteri?

I datteri possono interferire con i diuretici.

 

Quanti datteri si possono mangiare?

Il dattero è un frutto molto zuccherino, dall’elevato contenuto di fruttosio. In genere si consiglia di non superare i 3 datteri al giorno. Meglio a colazione o come spuntino.

 

I datteri fanno male ai diabetici?

Gli esperti del Laboratorio di Biomedicina Preventiva e Integrativa, Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare, dell’Università del Bangladesh hanno condotto uno studio dettagliato e pubblicato sulla rivista Foods (Qui: https://www.mdpi.com/2304-8158/9/11/1557).

Il team di ricercatori bengalese conclude che i datteri non sarebbero controindicati nei pazienti con diabete. “I datteri – si legge a margine dei risultati – non aumentano i livelli di glucosio e l’indice glicemico”, anzi “migliorano le complicanze indotte dal diabete”.

Al contrario, i datteri contribuirebbero ad abbassare i livelli di glucosio grazie alla presenza dei polifenoli, flavonoidi e antiossidanti.

 

I datteri danno sazietà

Il dattero è uno di quegli alimenti indicati nelle diete per la perdita di peso, a patto che sia consumato in dosi non eccessive. Questo perché grazie al loro prezioso apporto di fibre, i datteri sono sazianti. Oltre a essere dolci, appagano, hanno potere saziante, evitandoci di mangiare ulteriori pasti. Uno dei motivi per i quali i datteri andrebbero consumati più a colazione o come spuntino, che dopo una grande abbuffata. Consumati come spuntino possono prevenire bruschi sbalzi glicemici.

 

I datteri nella cultura musulmana

Il termine dattero deriva dal greco antico δάκτυλος (si legge dáktylos), che tradotto significa “dito”, per via della chiara forma di questo frutto.

Questo frutto ha una storia millenaria, che attraversa molte culture, in particolare quella musulmana, abbracciando e contaminando diverse tradizioni.

 

Il dattero: “il frutto del paradiso”

Tradizionalmente, i musulmani rompono il digiuno del Ramadan con i datteri.

Per la tradizione musulmana, il dattero è il frutto del paradiso, un frutto miracoloso per le sue numerose virtù nutrizionali. Nel Corano, il dattero è un elemento che richiama la fertilità, infatti in un verso ne vengono esaltati i numerosi benefici durante la gravidanza e il parto.

 

Da dove provengono i datteri?

Ogni anno vengono mediamente raccolti oltre 5 milioni di tonnellate di datteri. L’Egitto è il più grande produttore di datteri al mondo. In realtà ne vengono esportati pochissimi. In Egitto, il 90% della produzione viene consumata nel paese di origine, specialmente come mangime per il bestiame. In Europa arrivano principalmente dal Nord Africa (soprattutto da Algeria e Tunisia).

Nonostante esistano più di trecento cultivar, la più diffusa nei mercati europei è la deglet nour, di cui l’Algeria è noto produttore, essendo originario delle regioni di Biskra.

Il Marocco ha prodotto a lungo un’altra varietà, carnosa e semi-morbida, detta Mejhoula (termine che significa “sconosciuto” o “anonimo” in arabo). Ma nel diciannovesimo secolo un’epidemia devastò più di dieci milioni di palme da datteri. Alcune piante furono salvate e trasferite nel sud della California. Per questo motivo il mercato europeo è anche rifornito di datteri americani.

In Italia è presente solo come pianta ornamentale in Sicilia, dove anche qui la produzione agricola è minacciata dal punteruolo rosso che infesta le palme da datteri.

 

Quali sono i migliori datteri?

Esistono almeno 400 tipi di datteri. Una pianta può vivere anche 300 anni. Tra gli amanti di questo cibo sono molto diffusi i datteri Medjool, quelli più dolci, soprattutto dopo l’essiccatura, e reperibili in tutti i negozi e supermercati. Al gusto rievocano un caramello naturale, possiedono una consistenza cremosa, il colore tende tra il rosso e il marrone scuro. Oltre alla morbidezza, appaiono con una pellicina raggrinzita e lucida.

In commercio si possono reperire altre tipologie di datteri di ottima qualità.

I migliori sono certamente i:

  • Datteri Medjool

Ottimi come spuntino o per colazione.

 

  • Datteri Deglet Noor

Ideale per la cottura, da abbinare agli arrosti di maiale (anche con aggiunta di mostarda), tajine di pollo e verdure. Vanno bene anche come elementi aggiunti nel pane salato e nei dolci come torte e muffin.

 

  • Datteri Halawi

Gusto caramello e miele, rievocano le antiche civiltà della Mesopotamia, dalle quali provengono. Ossia da paesi come Iran, Iraq e Siria. Sono delicati al gusto e ottimi per base gelato, semifreddi e biscotti.

 

  • Datteri Barhi

Sono più piccoli, soffici e giallastri. Arrivano dai deserti degli Stati Uniti. Vanno bene da consumare freschi o come sostituto dello zucchero. Ottimi come frutta fresca o frutta secca.

 

  • Datteri Dairy

Detto anche “dattero del monastero”, perché di colore scuro. Provengono dall’Iraq, sono una varietà semisecca adatta sia per piatti dolci che salati. Ottimi da accompagnare con formaggi freschi e salumi.

 

  • Datteri Khudri

Questi datteri vanno benissimo come spuntino ma potete divertirvi a inserirli tra gli ingredienti di preparazioni a base di pesce dolce (salmone, pesce spada, trota).

 

  • Datteri Zaghloul

Questa tipologia di dattero proviene soprattutto da Israele e la si riconosce in alcune grandi catene commerciali. Sono datteri rossi, più tondeggianti, indicati per insalate miste a base di verdure, frutta e formaggi. Ma anche immersi nel cioccolato fuso.

 

  • Datteri Rabbi

Sono i datteri da tè e provengono da culture dove l’alcol non è ammesso, da ex regioni persiane. Sono rosso scuro tendente al nero. Li chiamano anche “datteri da meditazione”. In Occidente si stanno diffondendo come accompagnamento al vino.

 

I datteri dai negozi “bangladini”

Nelle grandi città italiane sono sempre più diffusi negozi e botteghe dove è possibile trovare varietà di datteri come quelle sopra elencate e tante altre. Questi negozietti resistono alle grandi catene commerciali e sono anche il segno tangibile dei flussi migratori arrivati da lontano. Migranti che si sono poi stabilizzati nelle metropoli italiane come Roma, Milano, Torino.

In alcuni quartieri li chiamano “bangladini”, in realtà sono commercianti di varie origini: marocchini, tunisini, peruviani, albanesi, e tanti altri. Questi venditori hanno dei canali privilegiati e spesso importano prodotti alimentari che non fanno parte della nostra tradizione, ma sono acquistati dai loro connazionali che vivono in Italia.

In queste vetrine è possibile reperire varietà di datteri differenti da quelli più comunemente diffusi dalla grande distribuzione organizzata.

Ma anche i canali commerciali online offrono varie possibilità.

 

Alcolici a base di datteri

Dal dattero si ricava un particolare tipo di melassa ed esistono alcolici derivati dalla sua fermentazione, come ad esempio l’arrak. Queste bevande si possono acquistare su internet.

 

Il dattero che mette d’accordo cristiani e musulmani

La diciannovesima Sura del Corano (versetto 25) dedica un componimento a questo frutto. I versi riguardano Maryam (Maria nella cultura cristiana). I datteri di Maria sono uno dei tanti legami tra le due religioni, al punto da essere oggetto di studi e convegni sulle letture del Corano e della Bibbia.

Nel versetto coranico si legge:

“…scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi. «scuoti il tronco»: certamente Allah avrebbe potuto far cadere i datteri direttamente su Maria e invece le chiede uno sforzo personale, un atto di volontà. Nella vita dei devoti l’abbandono ad Allah non deve impedire il fatto di essere presenti a se stessi, volitivi e attivi. E comunque presente è operante la volontà miracolosa dell’Altissimo; si trattava del tronco di una palma secca”.

 

I datteri sono i nostri fichi?

I datteri rievocano un po’ il nostro fico. I fichi sono molto consumati nel Mediterraneo e in alcune regioni vengono essiccati al sole e mangiati soprattutto a Natale (fichi secchi). In realtà, come spiega il professor Alberto Ritieni nella rubrica Miti Alimentari de il Salvagente, le origini del fico risalgono alla Caria, che si trova in Asia Minore, per poi riapparire in Palestina ed Egitto e diffondersi nel Mediterraneo col nome di Fico Mediterraneo distinguendolo dal Fico d’India.

I fichi secchi abbondano nei cesti natalizi, proprio come i datteri. E oltre a benefici similari, anche i fichi sono indicati per colazione e spuntini, sono sazianti, antiossidanti, ricchi di nutrienti, ma a differenza del dattero i fichi non sono un frutto. Come spiega Ritieni, il fico non è botanicamente un vero frutto, ma una infiorescenza carnosa. I fichi sono siconi che, come uno scrigno, contengono tanti fiori.

Il fico, come i datteri, nasconde numerose curiosità, storie e valori nutrizionali/salutistici che lo valorizzano come un alimento di grande importanza da non associare solo alla stagione estiva e al clima caldo. (Qui per rileggere “Gran bel fico…”)