Mense scolastiche nella bufera: chi controlla e che ruolo hanno i genitori

MENSE SCOLASTICHE

L’ultimo caso a Roma, con pasti da fame. Un mese fa a Napoli per ragioni analoghe. Ma come costringere le mense scolastiche a garantire qualità e quantità dei cibi che somministrano ai nostri figli. Chi le controlla e che ruolo hanno i genitori?

 

Quali controlli si fanno sulle mense scolastiche? Chi garantisce la qualità e la quantità dei cibi per i bambini? Un genitore può controllare questo sistema?

Queste domande si ripropongono ciclicamente negli anni e si sono riproposte ultimamente a causa dei recenti fatti di cronaca registrati in questi giorni a Roma. I genitori di una scuola di San Giovanni che fanno irruzione a mensa e dopo tante lamentele dei bambini scoprono che le razioni erano davvero da fame. Una denuncia a cui ben presto si sono unite altre dalla Capitale.

Un mese prima era toccato alla Campania, dove molte mamme hanno protestato per il servizio di refezione scolastica di Napoli. Come racconta Il Mattino, dopo aver visto la qualità del cibo offerto, è stato organizzato un raduno di genitori e presidi. Protestavano sia per la qualità dei pasti distribuiti agli alunni che per la scarsa quantità. Lasagna alla zucca con sfoglia all’uovo cruda, tre maccheroni appena per un primo. Sono queste solo alcune delle tante ragioni che hanno portato mamme e presidi in piazza.

Negli anni passati ci sono stati anche casi di bambini di famiglie meno abbienti a cui è stato negato l’accesso alla mensa poiché i genitori non erano in grado di pagare il ticket mensa, con conseguente indignazione e polemica politica sui sostegni sociali.

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Ma allora, quali controlli si fanno sulle mense scolastiche?

 

I controlli sulle mense scolastiche

Orizzonte Scuola è il sito che affronta temi legati al mondo scolastico soprattutto dal punto di vista pratico e normativo.

La mensa è da considerare, a tutti gli effetti, un importante e fondamentale momento educativo e, in più, un’opportunità offerta alle studentesse e agli studenti di avvicinarsi ad alimenti diversi. Non a caso molte scuole italiane hanno puntato negli ultimi anni al tempo pieno come possibilità per i ragazzi di socializzare di più e abbracciare più attività. Tuttavia, per molti genitori, il tempo pieno è diventato un modo come un altro per “parcheggiare” i figli a scuola, sottovalutando le potenzialità di questa risorsa.

Orizzonte Scuola fa luce su questa risorsa. La permanenza a scuola è un’opportunità per:

  • L’educazione alimentare;
  • L’educazione relazionale (riconoscimento dei ruoli e delle diversità);
  • L’educazione comportamentale (condivisione e rispetto delle regole).

 

Come funziona la mensa scolastica

Il compito di stabilire funzionamento, regole di appalto per l’assegnazione del servizio, e pianificazione del servizio scolastico presso gli istituti, spetta alle amministrazioni comunali dei Comuni, responsabili anche degli edifici scolastici primari (infanzia, elementare, media).

Quindi: occhio ai capitolati d’appalto nei bandi di gara per assegnare i servizi. Qui si possono insinuare malcostume, sprechi e illegalità!

I destinatari del servizio di ristorazione scolastica sono tutti gli alunni iscritti e frequentanti le sezioni di scuola dell’infanzia e le sezioni a tempo pieno.

 

Come si stabilisce il menù della mensa scolastica

Orizzonte Scuola chiarisce che il menù è comunicato in base alle tabelle dietetiche consigliate dall’Asl di riferimento, e sulla base di potenziali allergie o intolleranze alimentari (da dimostrare con certificato medico) e di necessità culturali o religiose.

Il servizio di refezione scolastica è controllato da una Commissione Mensa costituita annualmente da rappresentanti di genitori, docenti e dell’amministrazione comunale.

Ogni scuola dovrebbe, e di fatto fa, nominare un organo di informazione e consultazione senza poteri e/o funzioni di tipo decisorio o vincolante.

 

Come si costituisce la Commissione Mensa

La Commissione Mensa Scolastica ha durata corrispondente all’anno scolastico. Può essere costituita (come nel caso documentato da Orizzonte Scuola dell’Istituto Comprensivo “Marconi-Torricelli” di Casandrino) da:

  • Presidente del Consiglio d’Istituto;
  • 2 o più rappresentanti dei genitori della scuola d’Infanzia;
  • 2 o più rappresentanti dei genitori della scuola primaria (che usufruiscono del servizio mensa)
  • 1 rappresentante del corpo docente;
  • 1 rappresentante del Comune che eroga il servizio e aggiudica gli appalti alle società esterne che realizzano e distribuiscono i pasti.

 

Qual è il ruolo dei genitori nella mensa scolastica

La Commissione dunque prevede la presenza dei genitori. I rappresentanti dei genitori vengono eletti durante le riunioni di intersezione/interclasse di inizio anno scolastico e possono partecipare alle assemblee, assieme ai rappresentanti dei docenti, che invece possono essere nominati dal preside, tra quelli che prestano servizio durante il tempo pieno.

Attraverso il suo responsabile o il suo apposito delegato, la Commissione Mensa intrattiene rapporti con tutti gli organismi scolastici dove sia presente la componente genitori.

 

Come funziona

Ogni membro può liberamente dimettersi dall’incarico previa comunicazione alla Commissione Mensa, la quale provvederà a presentare nuove candidature e a nominare, insieme al dirigente scolastico, un nuovo membro.

La Commissione decide autonomamente il calendario delle attività, le date delle riunioni ed ogni altra iniziativa di sua competenza.

Nomina al suo interno un responsabile effettivo (più uno supplente), che funga da rappresentante e coordinatore dell’attività della Commissione stessa e che curi i rapporti con il dirigente scolastico e l’amministrazione comunale.

Si riunisce almeno una volta a quadrimestre e tutte le volte che lo ritiene necessario nei locali messi a disposizione dal preside.

Inoltre,  incontra l’amministrazione comunale almeno una volta l’anno per ciascun anno scolastico, allo scopo di farsi portavoce delle istanze e discutere eventuali modifiche del servizio mensa. L’avviso scritto per la convocazione, contenente l’ordine del giorno, viene inviato a cura del responsabile del settore Mensa presso il Comune, entro sette giorni dalla data fissata per la riunione.

Agli incontri con la parte comunale può partecipare anche l’azienda che gestisce il servizio di mensa scolastica.

 

Quali sono i compiti

Il ruolo della Commissione Mensa Scolastica è fondamentale e strategico, poiché monitora l’andamento del servizio e interviene in caso di problematiche da risolvere.

I compiti possono essere così sintetizzati:

  • Verificare la pulizia e la funzionalità dei mezzi usati per il trasporto dei pasti (qualora arrivino dall’esterno e non siano preparati direttamente nelle cucine delle scuole);
  • Controllare il buon funzionamento degli attrezzi e dispositivi utilizzati (in particolare degli scaldavivande);
  • Verificare che il personale addetto alla distribuzione sia in numero adeguato (in base al capitolato d’appalto disposto dal Comune) e che indossi camice, cuffie, guanti, protezioni varie;
  • Accertarsi che il personale abbia controllato le grammature (ossia la quantità espressa in peso da distribuire a ciascun bambino) e le temperature dei cibi in arrivo (le temperature richieste sono differenti a seconda dei cibi e il loro rispetto è fondamentale per prevenire la proliferazione di batteri);
  • Controllare il rispetto delle diete speciali (quelle servite per motivi culturali, di salute, quindi intolleranze o allergie, o per ragioni religiose);
  • Assaggiare il pasto, al momento del consumo, per verificarne la qualità (sia da un punto di vista organolettico ma anche considerando, per esempio, le temperature).

 

Può ricevere supporto esterno

Oltre alla Commissione, in Italia operano anche altre organizzazioni, imprese e servizi che fanno da supporto formativo nella gestione delle mense scolastiche. Ad esempio, uno dei punti di riferimento per tutte le Commissioni Mense stesse in Italia è l’associazione Foodinsider.

Foodinsider si compone di profili professionali da anni impegnati in ambiti che hanno a che fare con l’educazione, il cibo, la sostenibilità, la salute, il biologico.

L’associazione si ispira al concetto di trasversalità delle competenze scientifiche che consente di alimentare la conoscenza e stimolare il confronto imparando a guardare da prospettive diverse, ma con un fil rouge che sono i valori che ci uniscono in una visione comune. Quella che guarda ad un futuro di salute e si realizza nella promozione e diffusione di modelli sostenibili nell’ambito della ristorazione, in primis, quella scolastica.

Da un po’ di anni Foodinsider presenta, nella sala stampa della Camera dei Deputati l’indagine sui menù scolastici con la classifica dei migliori menù.

 

Il menù ideale per le mense scolastiche

L’ultimo rating presentato da Foodinsider ha visto trionfare, tra le mense scolastiche più virtuose in Italia, quelle di Fano (primo posto), Cremona e Parma a pari merito al secondo posto e, a seguire, Jesi.

Questi Comuni d’Italia, che gestiscono il servizio mensa scolastica delle scuole d’infanzia e primaria del territorio, si sono distinti per la biodiversità dei piatti, per l’equilibrio della dieta, la capacità di elaborare ricette e la qualità delle materie prime, in gran parte biologiche, ma anche per la varietà di pesce, anche fresco come Jesi che propone alici, cefalo, triglia, gallinella sgombro, sugarello e molo, in base al pescato del giorno. Menù che seguono la stagionalità delle materie prime, una dieta bilanciata e quantità adeguate a garantire il fabbisogno e le attività dei bambini.

Foodinsider ha anche denunciato una scarsa attenzione in molte scuole italiane durante la pandemia. Il covid è diventato un alibi per tenere i genitori e le commissioni fuori dalle ispezioni.

 

Attenzione alle stoviglie usa e getta

Inoltre, le indagini e i monitoraggi di Commissioni e Associazioni come Foodinsider servono a controllare il rispetto della sostenibilità di stoviglie e materiali utilizzati durante i pasti. Ad esempio, diminuiscono le mense che somministrano il pasto con stoviglie lavabili, scendendo dal 65% al 59%. Un dato peggiorativo che significa tanto usa e getta sia in refettorio che in classe, soluzione che non va nella direzione della sostenibilità come indicato invece dal ministero dell’Ambiente che richiede di somministrare il pasto con stoviglie in ceramica.

Senza contare, come ha dimostrato un’inchiesta del giugno 2021 del nostro giornale, che di fornte a tanti dei piatti compostabili utilizzati nelle mense italiane si nasconde il terribile sospetto della presenza di Pfas e della cessione di queste sostanze pericolose ai pasti dei nostri figli.