Smartworking, sì ma al sicuro: le linee guida per una buona postazione di lavoro

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Young father working from home with little daughter drawing during covid-19 lockdown. Child drawing next to dad who is smartworking with laptop and headphones for social isolation. Front view.

Rischi e opportunità dello smartworking (o lavoro agile). Ecco come deve essere la postazione del lavoro da casa e quali pericoli si annidano per la salute del lavoratore

Lo smartworking (telelavoro o lavoro agile) è una grande opportunità per risparmiare sui consumi energetici, evitando rischi nel tragitto da casa al lavoro. Tuttavia rischia di diventare anche il pretesto per incentivare nuove forme di sfruttamento (Vedi il diritto violato alla disconnessione).

Non vanno sottovalutati anche i pericoli connessi all’uso di strumenti informatici: per la vista e per gli occhi; per la postura e l’affaticamento fisico o mentale; per le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

Il Cni (Consiglio Nazionale Ingegneri) ha elaborato delle Linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smartworking, dopo aver analizzato molte tipologie di rischi connessi a questa forma di lavoro a distanza. Ecco i consigli per lavorare in sicurezza.

Come deve essere la postazione di lavoro per ufficio

Computer

  • Distanza visiva dal computer

È consigliata una distanza visiva compresa tra 50 e 70 cm. Per gli schermi molto grandi è consigliabile una distanza maggiore.

  • Radiazioni del computer

Gli schermi piatti non emettono radiazioni pericolose. Anche gli schermi tradizionali non rappresentano un pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori.

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  • Irraggiamento termico del computer

Gli schermi e le unità periferiche producono calore, pertanto occorre aerare i locali di lavoro.

  • Interfaccia computer

Gli applicativi software che vengono utilizzati devono essere di facile utilizzo e correlati di manuali d’uso.

  • Attrezzatura di lavoro

Tutte le attrezzature di lavoro devono essere facilmente pulibili e regolabili, in modo da poter adattare la postazione di lavoro alle esigenze di ogni addetto.

  • Lo schermo del computer

Gli schermi dei videoterminali devono avere delle caratteristiche minime. La risoluzione degli schermi deve garantire una buona definizione, le immagini devono essere esenti da farfallamento o tremolio, lo schermo deve essere orientabile, inclinabile e posizionato di fronte all’operatore ad una distanza dagli occhi di circa 50 – 70 cm.

  • Tastiera e dispositivi di puntamento

La tastiera ed il mouse devono avere delle caratteristiche minime. La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile, lo spazio sul piano di lavoro deve consentire l’appoggio degli avambracci davanti alla tastiera, il mouse deve essere posto sullo stesso piano della tastiera in una posizione facilmente raggiungibile.

  • Altezza dello schermo

Mai collocare lo schermo sopra l’unità di sistema del computer, poiché si troverebbe troppo in alto e costringerebbe lo sguardo e i movimenti all’affaticamento. Meglio sistemare il computer sotto il tavolo, anche per non essere disturbati dal rumore prodotto dal ventilatore. Potete rialzare il monitor con un supporto se, poggiandolo sulla superficie di lavoro, la sua altezza è insufficiente.

 

Piano di lavoro

  • Lo spazio di lavoro deve essere accuratamente dimensionato ed allestito in modo da permettere ai lavoratori libertà nei movimenti operativi e cambiamenti di posizione.

È necessario che vengano trasmesse al lavoratore agile, affinché venga formato sulle corrette modalità da utilizzare per lavorare da casa nelle migliori condizioni per la sua salute e sicurezza.

  • Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione.
  • La struttura del piano lavorativo deve essere stabile e di dimensioni adeguate.
  • L’altezza del piano di lavoro può essere fissa o regolabile purché compresa tra 70 e 80 cm.
  • La profondità del piano deve assicurare un’adeguata distanza visiva dallo schermo.

 

Sedili di lavoro

  • Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all’utilizzatore libertà nei movimenti.
  • Lo schienale deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e regolabile nell’altezza e nell’inclinazione.
  • Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati.
  • Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per consentire i cambi di posizione.

 

Il computer portatile

Gli attuali computer portatili più diffusi possiedono uno schermo con una superficie molto riflettente per garantirne i colori, ma l’uso prolungato di questi computer comporta maggiori rischi per l’affaticamento visivo. Come fare?

  • Meglio posizionare lo schermo rispetto alle fonti di luce naturale ed artificiale tale da non creare problemi di riflessi sullo schermo.
  • Regolare l’inclinazione dello schermo in modo da ottimizzare la luminosità dello stesso.
  • Munirsi di tastiera esterna in caso di utilizzo prolungato.
  • Fare pause più frequenti.
  • Evitare di piegare la schiena in avanti.
  • Evitare di posizionare il computer portatile sulle gambe.

 

La postazione nel lavoro agile

Le linee di indirizzo suggeriscono che è meglio evitare riflessi sullo schermo dei computer ed eccessivi contrasti di luminanza ed abbagliamenti dell’operatore.

  • Posizionare la postazione di lavoro in funzione dell’ubicazione delle fonti di luce naturale ed artificiale.
  • Prendere in considerazione la collocazione delle finestre o delle porte traslucide, in quanto possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto o riflessi sullo schermo.
  • La postazione deve essere collocata in una zona lontano dalle finestre, in quanto lo sguardo principale dell’operatore deve essere parallelo alla finestra. La sola luce diurna è inadeguata per illuminare gli ambienti di chi lavora al videoterminale, essendo soggetta a grandi oscillazioni nel corso della giornata e delle stagioni, e può causare problemi di riflessione sullo schermo e di abbagliamento.

 

Come eliminare riflessi, abbagli e contrasti sullo schermo del computer

  • Evitare sorgenti con forte luminosità nel centro del campo visivo dell’operatore (sole, lampada) o la presenza di superfici con una eccessiva capacità riflettente (lucide).
  • Davanti e dietro il monitor non devono esserci delle finestre, pertanto negli uffici con due pareti ad angolo finestrate, una di esse deve essere schermata.
  • La direzione principale dello sguardo dell’operatore deve essere parallela rispetto alle finestre, quindi lo sguardo non deve incrociarle.
  • I posti di lavoro al videoterminale sono da sistemare, per quanto possibile, nelle zone del locale lontane dalle finestre.
  • In caso di irradiazione del sole occorre oscurare le finestre (per esempio, quelle con veneziane, pellicole antisolari o tende di tessuto pesante).
  • Il Cni consiglia l’uso di schermi parasole. Abbagli, riflessi e chiaroscuri spingono il lavoratore ad assumere una posizione errata dal punto di vista ergonomico.
  • Il monitor del computer deve essere leggermente inclinato per evitare problemi di riflessione sullo schermo. Le periferiche quali tastiera, schermo, mouse, leggio portadocumenti, andrebbero posizionate in funzione dell’attività da svolgere.
  • Il monitor deve essere posizionato di fronte all’operatore. Soprattutto in un lavoro di interrogazione o di digitazione,

 

Postazioni di lavoro e normative

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha elaborato le “Linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smart working”, avvalendosi di esperti come l’ingegner Gaetano Fede (Consigliere Cni coordinatore GdL Sicurezza), l’ingegner Stefano Bergagnin (GdL Sicurezza Cni) e i componenti del Gruppo Tematico Temporaneo “Smart working e lavori in solitudine” del CNI.

La normativa di riferimento parla chiaro. L’ultima legge che disciplina la materia è la numero 81 del 22 maggio 2017. Questo strumento normativo indica le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e le misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Il Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile del 07 dicembre 2021 è stato siglato con l’aggravarsi della pandemia e la conseguente diffusione del lavoro agile. Questo documento stabilisce che ai lavoratori agili si applica la disciplina degli articoli 18, 22 e 23 della legge n. 81/2017, nonché il rispetto degli obblighi di salute e sicurezza previsti dalle normative.

 

Lavoro agile in sicurezza: gli obblighi del datore di lavoro

Proprio l’articolo 18 di questa legge stabilisce che “il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

I lavoratori non solo hanno diritto di fruire del lavoro agile, ma devono farlo in sicurezza. La legge stabilisce che non possono essere sanzionati, demansionati, licenziati, trasferiti o sottoposti ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro.

Differenza smartworking e lavoro agile

Lo smartworking è per definizione una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

Il lavoro agile (o agile working) è un’ulteriore evoluzione dello smartworking. Una pratica che nasce in ambito IT per velocizzare ancor di più i tempi, per scegliere i percorsi d’esecuzione più corretti a seconda del contesto e per concretizzare l’autonomia progettuale reale. Questo avviene quando il team può agilmente occuparsi della realizzazione di un prodotto o servizio inserendo al proprio interno delle competenze e dei ruoli aggiuntivi, abbattendo la tradizionale divisione gerarchica aziendale.

Il lavoro in sicurezza, e per obiettivi, rende felici

Daniele Fano, coordinatore del Comitato Scientifico Randstad Research, parla di qualità e programmazione degli obiettivi al lavoro. “La rivoluzione dello smart working in Italia – osserva – ha riguardato solo alcune categorie professionali, quelle che non dipendono da una presenza fisica in ufficio”.

Ma qual è la qualità di questo lavoro? Si interroga Fano. Cosa sta facendo l’Italia in termini di integrazione con la mobilità intelligente e la programmazione per obiettivi? Anche un lavoro svolto da casa può essere fatto male o essere persino condizionato dal diritto negato alla disconnessione, quando per esempio lo smart diventa una scusa per sfruttare i lavoratori.

Con il lavoro liquido è cambiato il concetto di reperibilità, ma deve cambiare anche l’approccio alla produzione e ai risultati. Alessandro Raguseo, fondatore di Reverse, azienda internazionale di headhunting e risorse umane, ha monitorato questo cambiamento ed è giunto all’amara conclusione che: “In Italia siamo ancora lontani da una logica di lavoro per obiettivi e non per ore lavorate – sostiene – eppure, a mio parere è questa la chiave per ottenere un bilanciamento reale tra vita professionale e vita privata e di conseguenza dipendenti più soddisfatti e quindi più produttivi”.