Riso Venere, Scotti ottiene l’esclusiva. A partire dal 2022 sarà l’unico a poterlo vendere

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A partire dal 2022, il popolare riso nero “Venere” potrà essere venduto in Italia solo da Riso Scotti. Per quanto singolare possa sembrare ai non conoscitori di brevetti e settore risicolo, infatti, il gruppo pavese ha acquisito la licenza esclusiva per la commercializzazione da Sapise (Sardo Piemontese Sementi), l’azienda di Vercelli specializzata nella produzione di riso nero. Tutti i precedenti licenziatari, tra cui Riso Gallo, potranno smaltire le scorte entro il 31 dicembre. A partire dal nuovo anno, invece, tutte le referenze che riportano tale denominazione, tutelata dal brevetto comunitario Eu4481, dovranno essere a marchio Scotti. L’intera filiera è controllata dalla cooperativa, a partire dalla coltivazione, riservata a 15 soci delle zone di Vercelli, Novara e della Valle del Tirso in Sardegna, fino al confezionamento.

L’origine del riso nero italiano

Questa varietà di riso aromatico nero è stata creata in Italia nel 1997 da Sapise, a partire da un incrocio tra una varietà di riso nero asiatico ed una padana. Si ottiene una pianta in grado di resistere bene ed esser coltivata nei nostri climi. Il Venere conquista molti favori e l’interesse dei marchi storici di questo settore che cominciano a presentarlo accanto ai prodotti più tradizionali. Ma se in Italia la storia del riso nero ha pochi anni, nella sua patria d’elezione le sue origini si perdono nella notte dei tempi. E non si trattava certo di un riso qualunque dato che era riservato solo agli imperatori e a una ristretta cerchia della nobiltà cinese. Ancora oggi il riso nero è considerato un alimento prezioso ed è consumato da persone anziane, da gestanti e da malati per la ricchezza di proteine e di sali minerali (ferro, manganese, selenio).

Le caratteristiche

Ma cos’ha di tanto speciale questo riso integrale il cui chicco è nero in modo naturale perché il pericarpo, la pellicola più esterna, ha il colore dell’ebano? Oltre alla sua tinta caratteristica c’è innanzitutto il profumo, spiccato, con note di pane appena sfornato e in piccola parte ricorda il legno di sandalo. Un profumo che assume tutta la sua forza durante la cottura e che consiglia tanto l’abbinamento con frutti di mare, seppie o altro pesce che la preparazione con semplici verdure, alla maniera del riso alla cantonese. Dal punto di vista nutrizionale, oltre alle proprietà comuni a tutti gli integrali (che raccontiamo qui accanto) al Venere viene associato un potere antiossidante grazie alla presenza di antociani, pigmenti scuri presenti anche nei mirtilli e nelle uve nere.