L’esposizione al bisfenolo? Porta a problemi alla prostata da vecchi

L’ingrossamento della prostata e le difficoltà della minzione? Problemi normali, purtroppo, con il passare degli anni ma che diventano decisamente più frequenti e gravi in chi è stato esposto già durante la nascita al bisfenolo A, la sostanza quasi onnipresente nella plastica. A stabilire la correlazione uno studio pubblicato questo mese sull’International Journal of Molecular Sciences International.

Nello studio realizzato su topi di laboratorio, William Ricke, professore, ricercatore e direttore dell’Università del Wisconsin O’Brien Center of Research Excellence in Benign Urology

e colleghi hanno collegato la combinazione di esposizione al bisfenolo-A (BPA) durante il periodo della nascita e livelli elevati di estrogeni da adulti a disturbi urinari, problemi renali e ingrossamento di prostate e vesciche.

Il BPA è stato collegato a una serie di problemi di salute tra cui cancro, diabete, obesità, infertilità e problemi comportamentali. Ricerche precedenti hanno anche dimostrato che il BPA può interrompere il corretto sviluppo dei genitali maschili. Ma questo nuovi studio sui topi è il primo a dimostrare che la sostanza chimica che imita l’ormone estrogeno, insieme agli elevati livelli di estrogeni naturali che gli uomini subiscono mentre invecchiano, possono combinarsi per indurre problemi alla prostata, alla vescica e ai reni.

Il Bisfenolo A è un ingrediente chiave nella plastica in policarbonato, che la rende molto più resistente. È contenuti in contenitori per alimenti e bevande, prodotti in scatola e scontrini e ovviamente non manca nel nostro organismo. Uno degli studi più seri sull’uomo ha dimostrato che più del 90 percento delle persone negli Stati Uniti ha BPA nei loro corpi.

“Gli animali esposti al BPA durante lo sviluppo perinatale avevano più probabilità rispetto ai controlli negativi di avere flusso di urina e/o problemi renali e vesciche ingrossate, nonché ingrossamento della prostata”, hanno scritto gli autori.