Dalla buccia della mela un composto contro la sclerosi multipla

Un nuovo studio sui topi ha dimostrato che un composto, l’acido ursolico, presente sulla buccia di alcuni frutti, come le mele e le prugne e in alcune verdure, può ridurre e persino invertire il danno alle cellule cerebrali nei pazienti con affetti da sclerosi multipla.

I risultati della ricerca, condotta presso la Thomas Jefferson University, sono stati pubblicati sull’autorevole Pnas, Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, organo ufficiale dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti.

I ricercatori hanno osservato che al 12esimo giorno dall’inoculazione della malattia nel topo, comincia la fase acuta con i primi segnali di paralisi parziale e i farmaci attualmente disponibili non sono più efficaci. I ricercatori, tuttavia, hanno iniziato a curare i topi al giorno 60, quando si è formato un danno cronico ai tessuti del cervello e nel midollo spinale, che deve essere riparato e rigenerato. Dopo 20 giorni dal trattamento le cavie da laboratorio hanno cominciato a manifestare miglioramenti: i topi che erano paralizzati all’inizio dell’esperimento, riacquistarono la capacità di camminare di nuovo, sebbene con debolezza.
Non è una cura – ha spiegato l’autore dello studio il professor Guang-Xian Zhang –  ma se riscontreremo una risposta simile nelle persone, rappresenterebbe un cambiamento significativo nella qualità della vita degli affetti da sclerosi multipla. E, soprattutto, i risultati ottenuti non li abbiamo mai visto prima con altri agenti così tardi stadio della malattia”.