Celiaci, meno soldi per gli alimenti. E scoppia il caos

“Il ministero Grillo ha deluso le nostre aspettative”. A dirlo il presidente dell’Associazione italiana celiachia (Aic), Giuseppe Di Fabio, che dopo aver espresso apprezzamento per il decreto del 10 agosto con cui il ministro aveva rivisto i tetti di spesa per gli alimenti, oggi si trova a dover ridimensionare l’entusiasmo. “Gli annunci del ministro Grillo di voler fare chiarezza sui nuovi tetti di spesa e di voler valutare quindi eventuali modifiche per non penalizzare i pazienti celiaci, sono rimasti lettera morta” sostiene.

Facciamo un passo indietro. Il 10 agosto il ministero ha firmato una circolare con cui ha cambiato le agevolazioni sotto forma di rimborsi per i celiaci che acquistano cibi specializzati per la loro malattia. In pratica, c’è stata una riduzione del contributo del 19% compensata dal minor costo degli alimenti. Inoltre, il decreto prevedeva un aggiornamento del registro nazionale degli alimenti da attuare prima della entrata in vigore dei nuovi tetti di spesa. (continua dopo la tabella riassuntiva)

Un compromesso che era piaciuto all’Associazione italiana celiachia che aveva rassicurato sul fatto che si trattava di una “revisione razionale“. Entusiasmo che si è ridimensionato nei giorni scorsi quando il ministero ha inviato una circolare con cui chiedeva alle regioni di applicare i nuovi tetti di spesa ancor prima di aggiornare il registro. Il risultato? Denuncia Di Fabio: “Un caos nelle Regioni dove regna il “fai da te” con pazienti che ricevono trattamenti differenti. È ormai del tutto evidente che il Ministero  della Salute, al di là dei proclami, non abbia a cuore il futuro dei pazienti celiaci delusi dalle promesse non mantenute”.

“I nostri appelli a dare precedenza al  passaggio contemporaneo in tutte le Regioni dai buoni di acquisto cartacei a quelli digitali, che semplificherebbero e farebbero risparmiare, secondo le stime, 20 milioni di euro all’anno, sono rimasti del tutto inascoltati. Nessuna fretta di attuare la digitalizzazione dell’assistenza, con indubbio vantaggio sia per i cittadini celiaci che per il sistema sanitario, ma moltissima invece, quella di applicare la riduzione dei tetti di spesa a carico dei pazienti”, conclude Di Fabio.