Saldi estivi, le 5 regole per non prendere fregature

Dopo la Sicilia e la Basilicata, da oggi i saldi in tutte le altre regioni italiane. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni persona spenderà in media 98 euro per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo. La spesa è in linea con quella degli scorsi anni. Tuttavia, il “bidone” è sempre in agguato e per evitare brutte sorprese abbiamo messo in fila 5 consigli da tenere a mente durante gli acquisti.

  1. Datevi un budget

E’ la prima regola. Eviterete di spendere più di quanto possiate permettervi, presi dall’entusiasmo delle offerte.

2. Conservate sempre e comunque lo scontrino dopo l’acquisto

La possibilità di cambiare l’articolo comprato, in periodo di saldi così come durante tutto l’anno, è lasciata alla discrezionalità del negoziante. Questa regola non vale se il prodotto è danneggiato o non conforme. In questo caso, scatta l’obbligo per l’esercente della riparazione o sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, della restituzione del prezzo pagato. Per denunciare l’eventuale difetto nel capo e chiedere un cambio ci sono due mesi di tempo e occorre sempre lo scontrino che vale come garanzia.

La garanzia si può far valere entro due anni dall’acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche prestare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente fotocopiandoli per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi, il che vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all’uso per cui era stato acquistato. Se il difetto si presenta nei primi sei mesi, si presuppone esistente già all’atto dell’acquisto, ma il venditore può eventualmente dimostrare il contrario; se invece il difetto si manifesta tra il settimo ed il ventiquattresimo mese può accadere, nei casi dubbi, che al consumatore venga richiesto di dimostrare che non è stata una sua attività a causare il difetto (inversione dell’onere della prova).

3. Diffidare degli sconti superiori al 50%

E’ meglio tenere gli occhi aperti quando ci troviamo davanti a saldi che tagliano il prezzo di oltre il 50%. Spesso nascondono merce vecchia oppure il prezzo pre-saldo è stato gonfiato.

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art.15 D.lgs 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero comunque essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune.

4. Evitare acquisti senza cartellino

Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile.

5. Pagamenti anche con carta

Nei negozi che espongono in vetrina il marchio della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi.