Succhi e medicinali: ecco le accoppiate ad alto rischio

L’ondata di caldo e  le temperature di questi giorni spingono a bere grandi quantità di liquidi. Acqua, tè, tisane, succhi e spremute di frutta in abbondanza, sono indubbiamente i preferiti per alleviare il calore.
Non tutti sanno che proprio i  succhi possono comportare anche rischi gravi, a causa delle possibili interferenze di tipo farmacologico con numerosi medicinali di sintesi.
I pericoli maggiori tra l’altro li corrono soprattutto le persone anziane, che spesso non godono di buona salute e sono costrette ad assumere questi farmaci per lunghi periodi. Più in generale però, il problema si pone per tutti coloro che, a causa di una patologia, devono fare terapie a uso cronico. Inoltre, tranne che per il succo di pompelmo, la quantità di succhi ingerita deve essere notevole ed è per questo che il problema nasce principalmente durante il periodo estivo, quando si fa maggiore ricorso a bevande dissetanti o rinfrescanti.

Pompelmo e fegato

Ma quali sono i rischi reali ai quali si può andare incontro? E soprattutto: a quali succhi o spremute di frutta dobbiamo prestare maggiormente attenzione?

Nel caso del pompelmo  i rischi sono immediati: basta infatti un bel bicchiere, ovvero circa 200 cc, per creare un problema che abbia un effetto clinico. I flavonoidi e le furocumarine presenti nel succo di pompelmo, infatti, sono in grado di bloccare il continuo smaltimento dei farmaci da parte del nostro organismo a livello intestinale e di interferire con l’apparato di demolizione presente a livello del fegato. Il risultato è facilmente intuibile: il farmaco si accumula rapidamente nell’organismo, ben oltre il livello normale che si avrebbe senza l’assunzione del pompelmo.
I farmaci maggiormente a rischio sono le statine (che in questo modo possono provocare danni muscolari), i calcioantagonisti (con la conseguenza di bruschi abbassamenti di pressione e palpitazioni), la ciclosporina (con possibili danni renali), gli ansiolitici (con aumento della sedazione), così come i farmaci usati contro le aritmie e l’asma bronchiale (con aumento della loro tossicità). Non solo. Poiché il succo di questo agrume viene impiegato frequentemente nelle diete dimagranti – dove non è raro che vi sia la contemporanea e pericolosa assunzione di farmaci anoressizzanti – è bene sapere che il pompelmo può interferire aumentando la tossicità di questi medicinali a livello di cuore e di sistema nervoso.

Accanto al pompelmo, anche se in misura inferiore, ci sono altri succhi potenzialmente dannosi per la salute: tra questi quelli di arancia e di limone, che contengono sostanze molto simili a quelle del pompelmo e possono quindi influenzare il metabolismo di numerosi farmaci.

Mirtillo e anticoagulanti

A creare problemi ci sono anche altri succhi che, in caso di assunzione contemporanea di farmaci, andrebbero presi con moderazione. Il succo di mirtillo, ad esempio, è particolarmente ricco di antocianine: per questo motivo viene spesso utilizzato per combattere le cistiti ricorrenti e per proteggere i capillari.  In realtà non dovrebbe essere assunto dai pazienti in terapia con anticoagulanti orali, perchè ne aumenta l’efficacia, con il rischio di emorragie.

Aloe e antidiabetici

Stessa cosa per il succo di aloe: viene venduto come bevanda rinfrescante e indicato anche in caso di gastrite, ma riduce l’efficacia di alcuni farmaci utilizzati durante la chemioterapia. Senza contare che può aumentare l’effetto dei farmaci antidiabetici orali.

Melograna e antifiammatori

Infine va citato il succo della melograna, oggi sempre più spesso consigliato come rinfrescante e antiossidante, ma che può interferire con i farmaci antidiabetici, gli antidepressivi e gli antinfiammatori.