OraSì Noce: la bevanda con molto zucchero, acqua e… poche noci

Accattivante la pubblicità della nuova bevanda di OraSì Noce. Ricca di gusto e benefici, di una bontà leggera e dissetante che nasce da noci di prima qualità coltivate e trasformate in Italia, ci spiega l’azienda romagnola. Oltre a essere gradevole da bere – si legge ancora nel sito – grazie al suo gusto pieno e deciso, la bevanda contiene naturalmente Omega-3, davvero preziosi per il tuo benessere.

UNO SGUARDO AGLI INGREDIENTI

Guardando gli ingredienti però il primo è l’acqua, quindi il maggiore quantitativamente, mentre le noci sono il 5% ossia in 100 g di bevanda, 5g , forse una noce e mezza.

La bevanda è zuccherata, lo zucchero di canna è il terzo ingrediente: si tratta di zucchero non integrale, quindi è raffinato, dal momento che ha subito molti processi di lavorazione anche con l’utilizzo di sostanze chimiche, proprio come succede nel caso dello zucchero di barbabietola.

Renata Alleva ha un blog che aggiorna costantemente su alimenti, nutrizione, genitori e bambini. È laureata in Scienze Biologiche nel 1990, con una tesi su l’ obesità infantile. Nel 1991 vince il concorso per un dottorato di ricerca in Biochimica presso l’Università di Bologna e ne consegue il titolo nel 1995, con una tesi che ha come argomento lo studio delle lipoproteine plasmatiche. Durante il Dottorato di ricerca ha trascorso un periodo di attività di ricerca presso l’Istituto di Tecnologia e Fisiologia degli Alimenti dell’Università di Granada (Spagna), e successivamente nel 1996 vince una borsa post-dottorato e svolge gran parte dell’attività di ricerca presso la Biochemistry Unit dell’Hearth Research Insitute di Sydney (Australia), diretto dal Prof Roland Stocker, poi ad Aberdeen ( Scozia), presso il DNA Instability Group, del Rowett Institute diretto dal Prof. Andrew Collins e ad Amburgo (Germania), presso il dipartimento di Biochimica dell’Università di Medicina diretto dalla Prof. Ulricke Beisigel. Rientrata in Italia, dal 1999 è ricercatore a contratto presso l’ IRCCS Rizzoli di Bologna e collabora con l’Apoptosis Research Group, School of Medical Science (Griffith University, Gold Coast Australia), diretto dal Prof. Jiri Neuzil. Nel 2004 consegue un Master di II° Livello in Nutrizione Clinica presso l’Università di Siena nel 2005 vince il concorso per il corso di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e nel 2009 consegue il titolo di specialista, presso l’Università di Siena. Nel 2004 inizia ad esercitare la professione di Nutrizionista. È autrice di circa 50 lavori internazionali e capitoli di libri con un impact factor di 131.49, in argomenti che riguardano Alimentazione, Integratori, Nutrigenomica, Stress Ossidativo e tumori. Relatrice in convegni nazionali e internazionali, e corsi ECM, ha vinto 3 premi nazionali come migliore comunicazione e collabora con varie testate giornalistiche. E’ impegnata da anni nella promozione della salute attraverso i corretti stili alimentari con particolare attenzione all’Agricoltura Biologica, ed ha partecipato come relatore a cicli di incontri presso scuole materne, medie inferiori e superiori, associazioni private, e corsi di aggiornamento ECM. E’ rewier per riviste scientifiche internazionali, British journal of Nutrition, European Journal of Nutrition, Toxicology in vitro. Negli ultimi anni si è interessata al ruolo dei pesticidi sulla salute umana e ha partecipato come relatore a diversi convegni informativi sul tema. E’ presidente della sezione provinciale dell’ISDE ( associazioe medici per l’ambiente) di Ascoli Piceno e membro del PAN (Pesticide Action network) Italia.

Troviamo poi gli aromi ove non specificato “naturali” trattasi di aromi chimici, possiamo pensare ad un sapore di noce? In ogni caso additivi e aromi chimici non sono mai un indice di qualità del prodotto e sopratutto vanno a interagire con il microbiota che deve metabolizzare tutte le sostanze “esogene” che arrivano con la dieta. Gran parte dei disturbi intestinali possono essere imputabili ad additivi alimentari inutili per la salute, come gli aromi.

Gomma di gellano e semi di carrube: la presenza negli ingredienti testimonia l’uso dei due addensanti che servono a migliorare le caratteristiche fisiche del prodotto, quali aspetto, consistenza e stabilità nel tempo. Nonostante non siano sostanze nocive, gli addensanti spesso servono a  mascherare carenze qualitative delle materie prime

Più zuccheri che omega-3

il claim nella confezione dice ricco di omega-3, ma guardando la tabella nutrizionale (fonte Gianpaolo Usai), in realtà l’acido alfa-linoleico è presente nella quantità di 0,3 g in 100 ml, mentre lo zucchero è 3,6 g/ 100 ml e in un bicchiere c’è un cucchiaino di zucchero (4,8 g/125ml), quello che cercate di diminuire nel caffè.

Morale: Mentre l’OMS ci ammonisce nel ridurre gli zuccheri nella nostra dieta,  per la stretta associazione che il consumo di zuccheri ha con il rischio cardiovascolare ed alcuni tipi di tumore, ecco un prodotto nuovo che contiene zuccheri aggiunti. Volete arricchire la dieta di omega-3? Mangiate più noci ed evitate gli zuccheri e aromi inutili