Ansie e paure sugli alimenti: 4 miti da sfatare (o confermare)

Paure, ansie o al contrario, sicurezze poco fondate, perfino pericolose. Sugli alimenti ce ne sono in abbondanza. Vediamo di correggerne qualcuna

Non riesco a mangiare in modo sereno, credo che ci siano pochi controlli sugli alimenti e questo mi rende preoccupato

FALSO La situazione attuale dei controlli sugli alimenti e soprattutto sulla loro sicurezza è migliorata  molto sia come numerosità che come qualità. Rispetto anche a solo pochi decenni fa, abbiamo creato delle reti di controllo molto più diffuse e, anche se sembra incredibile, il nostro paese risulta in prima linea e all’avanguardia in Europa nella sorveglianza degli alimenti.

Purtroppo, come nel film di Totò “Guardie e Ladri”, i malfattori, i sofisticatori e i contraffattori di alimenti non si “intimidiscono” per niente ragion per cui occorrerebbe una legislazione in materia di diritto alimentare più specifica e aggiornata e pene più severe e meglio applicate a chi sbaglia.

Il numero dei controlli sugli alimenti può aumentare, ma di fatto gli enti che ci proteggono sono eccellenti e in verità potrebbero solo essere meglio coordinati da una struttura centralizzata, ma in definitiva il nostro scudo protettivo è di buon livello.

Preferisco non mangiare i prodotti che l’amico contadino del mio lontano parente produce perché non credo che essere genuini e naturali sia sinonimo necessariamente di sicurezza

VERO Uno degli errori più comuni che commettiamo è  confondere “genuino e naturale” con le parole “sicuro e salubre”. Del resto da sempre i migliori veleni sono di origine naturale, ma anche l’arsenico è presente nell’ambiente senza che questo lo renda pericoloso. Gli alimenti meritano una grande e continua attenzione per i pericoli chimici, microbiologici e fisici che creare rischi da non sottovalutare per la nostra salute.

Ben vengano produttori e i trasformatori anche artigianali di alimenti, ma è necessario e indispensabile che siano sempre rispettati tutti i parametri di sicurezza previsti come accade per le grandi aziende o le multinazionali.

La sicurezza di un qualsiasi alimento non è mai negoziabile, in nessun caso si potrebbe accettare uno sconto sul costo del prodotto finito in cambio della presenza di qualche pesticida o di qualche additivo oltre i limiti.

In conclusione, anche il contadino sul ciglio della strada quando vende un suo prodotto deve assicurarci la massima salubrità e sicurezza per non avere brutte sorprese perché è chiaro che sul sapore e sulla qualità ci contiamo.

Non mangio mai nulla che sia scaduto rispetto alla data indicata sulla confezione perchè temo per la mia salute

VERO/FALSO In effetti c’è del vero in questa frase per quanto riguarda i prodotti che riportano la data come “consumare entro” che significa che fino a quel giorno l’alimento è igienicamente idoneo a essere consumato, a patto che sia correttamente conservato. È una data perentoria ed è obbligatoria per i prodotti alimentari di rapida deperibilità come, per esempio, carni fresche, formaggi freschi, latte e prodotti lattieri freschi, pasta fresca, prodotti ittici freschi ecc.).

Nel caso della dicitura “preferibilmente entro” è una data che ci assicura per un alimento ben conservato il rispetto delle sue specifiche caratteristiche specie quelle sensoriali, ma comunque non vengono mai meno le garanzie di sicurezza. È pur vero che alcuni alimenti come ad esempio lo yogurt, se aperto e non mostra problemi, può essere consumato anche dopo la scadenza, oppure i prodotti in scatola come legumi o tonno dove se la scatola non è rigonfia si può arrivare a un anno dalla scadenza, nel caso del cioccolato si può posticipare di ben due anni la data di scadenza mentre  pasta e riso se ben tenuti durano anche un anno in più rispetto alla scadenza, i biscotti in busta chiusa durano ben oltre la loro scadenza.

Va anche detto che numerosi di questi prodotti quando anche abbiano perso parte delle loro caratteristiche sensoriali si possono utilizzare per fare torte, budini, pizze, creme etc. Occorre ricordarsi che sprechiamo oltre il 25% della nostra spesa alimentare perchè siamo molto solerti e veloci nel liberarci dei prodotti scaduti, ma invece potremmo aiutare le nostre tasche e l’ambiente sfruttando meglio i prodotti alimentari e le loro date di scadenza.

Il prossimo autunno potrò tornare a raccogliere i funghi che tanto amo cucinare, sono un esperto e, dunque, mi sento al sicuro….

FALSO Mangiare funghi dà grandi soddisfazioni sia per i piatti che riusciamo a preparare sia per averli raccolti “in proprio” durante una bella passeggiata in montagna. Purtroppo i casi di avvelenamento non sono rari e dipendono sostanzialmente da due elementi che non ci sono di aiuto nel momento critico della raccolta.

Il primo fattore è che contiamo troppo sulla nostra memoria; i funghi sono prodotti molto stagionali e annuali per cui dopo un intero anno non è detto che la memoria ci supporti ancora bene nel riconoscerli.

Il secondo fattore negativo è la vista, infatti l’esperienza di raccoglitore di funghi è lunga da costruire e col tempo la nostra vista può calare. In qualche caso raccogliamo ciò che vediamo che può non coincidere con quello che crediamo sia venendo così ingannati.

La migliore strada è  utilizzare al meglio la figura del micologo, iscritti in un elenco ufficiale, che l’ASL metta a disposizione gratuitamente anche presso i mercati ortofrutticoli più importanti.

I funghi sono un vero tesoro di nutrienti e di sali minerali, ma nel caso si tratti di funghi freschi e raccolti è meglio non abusarne nel consumo, non mangiarli durante la gravidanza, usarli solo se sono in perfetto stato, non raccoglierli in siti errati come a lato delle strade oppure vicino ai centri industriali perchè tendono ad accumulare sostanze pericolose, non mangiarli e non accettarli in dono se non sono stati controllati prima da un esperto micologo.