Fiamo: l’omeopatia non sostituisce la medicina tradizionale

Nonostante il favore che le cure alternative incontrano nella popolazione, rimedi come l’omeopatia, la fitoterapia e l’agopuntura continuano a suscitare critiche molto aspre. E la morte del bambino di 7 anni a causa di un’otite curata esclusivamente con l’omeopatia non ha lasciato indifferenti l’opinione pubblica e le associazioni dei medici omeopati. Le responsabilità per quello che è accaduto le individuerà la magistratura: sia i genitori del bimbo che il medico che lo aveva in cura sono stati indagati per omicidio colposo. Nel frattempo, però, è scesa in campo la Federazione italiana delle associazioni e dei medici omeopati per chiarire che l’omeopatia è una medicina alternativa e non sostitutiva.

Fiamo: “Omeopatia solo se sufficiente”

Scrive Antonella Ronchi, presidente della Fiamo: “Il medico esperto in omeopatia è prima di tutto un medico, quindi utilizza nella cura del paziente lo strumento migliore per quella situazione patologica”.
 La dottoressa prosegue specificando che “L’otite catarrale acuta del bambino è una patologia nella quale in prima battuta l’indicazione dell’antibiotico è errata: si tratta di una cosa condivisa nella letteratura medica da tantissimi anni”. Tuttavia, prosegue, 
l’esperienza dei medici omeopati è che in questa prima fase della malattia il medicinale omeopatico ben indicato è in grado di risolvere l’infiammazione. Ma se ciò non avviene, e se il medico non riesce ad individuare la soluzione all’interno delle sue competenze omeopatiche, lo strumento terapeutico deve essere scelto tra tutto ciò che la medicina mette a disposizione, nel caso specifico l’antibiotico.

Siomi: “Medico non deve far mancare la terapia migliore”

Dello stesso tenore la presa di posizione della Società italiana di omeopatia e medicina integrata: “In accordo con il Codice di deontologia medica – si legge nella nota diffusa – nessun medico deve far mancare al suo paziente la terapia migliore per ciascun caso clinico. La Medicina Integrata professa la ricerca della terapia migliore per ciascun paziente, senza pregiudizi e nemmeno preconcetti; sia essa farmacologica sia omeopatica o entrambe, nei casi in cui l’una o l’altra non siano da sole sufficienti ad avere ragione della malattia”.

Al di là di queste dichiarazioni che non prendono di mira la validità della medicina alternativa, c’è anche chi mette in discussione la capacità dei farmaci omeopatici di andare al di là dell’effetto placebo. Silvio Garattini, dell’Istituto Mario Negri, non ha mai fatto mistero della sua avversione per la medicina non convenzionale, arrivando a tacciarla sommariamente di inefficacia e di rimedio equiparabile alle pratiche di maghi e fattucchiere. Nel suo ultimo libro Salvo Di Grazia, Medicine e Bugie (Chiarelettere) senza giri di parole spiega che “Analizzandoli. Ognuno contiene una sostanza diversa. L’omeopatia non contiene nulla oltre allo zucchero”.