Pesticidi, la Ue propone due divieti ma 8 nuove – pericolose – approvazioni

pesticidi Ue

Due passi avanti ma sei indietro: la Commissione europea propone di mettere al bando il flutolanil (pesticida Pfas) e il buprofezin (interferente endocrino), ma apre a nuove molecole ben più pericolosi

Due passi in avanti, sulla via della messa al bando di pesticidi pericolosi, ma contemporaneamente sei “balzi” all’indietro, dando il disco verde ad altrettante molecole con profili di rischio preoccupanti. Pan-Europe, la Ong che si batte per la sicurezza alimentare e per superare la chimica nel piatto, in una nota mette in evidenza che la Commissione europea ha proposto di vietare il flutolanil, un pesticida Pfas che si scompone in acido trifluoroacetico (il famigerato e persistente TFA) e il buprofezin, identificato come interferente endocrino. Tuttavia l’esecutivo di Von der Leyen si appresta a rinnovvare i periodi di approvazione per sostanze estremamente problematiche come lambda-cialotrina, deltametrina, fluopicolide, clorotoluron e benzovindiflupir. Quattro di queste sostanze, precisa Pan-Europe, sono candidate alla sostituzione, di cui due Pfas. Nello stesso tempo la Ue propone di rinnovare il penoxulam, strutturalmente simile al flutolanil e potenziale precursore del TFA. 

Altri pesticidi interferenti endocrini identificati dall’Efsa, come il ciprodinil, fludioxonil e fenoxaprop-P-etile, rimangono in fase di valutazione per il rinnovo, con gli Stati membri che chiedono deroghe per aggirare i criteri di sicurezza.

Pan-Europe sostiene la proposta di non rinnovo per il pirimicarb (tossico, cancerogeno, altamente tossico per gli organismi acquatici) e il triclopir (altamente tossico per i mammiferi e gli artropodi non bersaglio). Tuttavia, la Commissione propone l’approvazione del pidiflumetofen, un fungicida fluorurato altamente persistente, nonostante i noti rischi di accumulo ambientale e gli effetti irreversibili. Analogamente, si propone il rinnovo dell’autorizzazione per il mecoprop-P, nonostante presenti rischi inaccettabili per i bambini e l’ambiente.