Avere un animale fa bene al bambino? Dipende dal tipo di animale e dalla durata del legame

ANIMALI FANNO BENE AI BAMBINI

Il Progetto Inma, condotto in Spagna, ha valutato gli effetti sulla salute mentale del rapporto tra bambini e animali domestici. Sono state reclutate circa 1.900 famiglie, i cui figli sono stati seguiti dalla nascita fino ai 6-7 anni d’età

 

Gli animali domestici fanno bene alla salute mentale dei bambini? Uno studio spagnolo mostra come il tipo di animale e la durata del legame possano influire sulla loro salute mentale.

“Attachment” è il termine inglese che viene utilizzato in riferimento al legame emotivo che si crea tra un bambino e la persona che si prende cura di lui. Questo stesso legame potrebbe instaurarsi anche con gli animali. È ragionevole chiedersi, dunque, se il rapporto con uno o più animali domestici possa influire sulla salute mentale dei bambini.

Ad oggi, sono stati dimostrati diversi effetti benefici derivanti dall’interazione con gli animali durante l’età evolutiva. Prendersi cura di un animale, infatti, stimola la regolazione emotiva, aiutando i bambini a calmarsi, e permette lo sviluppo di empatia e senso di responsabilità. Il legame con gli animali risulta importante, inoltre, per la comprensione della comunicazione non verbale.

Un gruppo di scienziati spagnoli, si è occupato della valutazione degli effetti, sulla salute mentale, del rapporto con gli animali domestici. Lo studio, pubblicato su Word J Pediatric ha reclutato circa 1900 famiglie, del Progetto INMA, i cui figli sono stati seguiti dalla nascita fino ai 6-7 anni d’età.

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Il 52,3% delle famiglie reclutate possedeva o aveva posseduto uno o più animali domestici. Di queste, il 19,1% viveva o aveva vissuto con cani, l’8,7% con gatti, il 14,8% con uccelli e la restante parte con altri animali, come criceti, conigli, tartarughe o pesci.

Le problematiche analizzate vengono classificate in internalizzanti, come depressione e ansia, e esternalizzanti, come aggressività e trasgressione delle regole.

I risultati dello studio mostrano che:

  • I bambini che non hanno mai avuto un animale domestico hanno punteggi più positivi (dunque manifestano più problemi) rispetto a coloro che hanno sempre vissuto con uno o più animali.
  • I bambini che hanno avuto animali in maniera intermittente, soprattutto nel caso dei gatti, hanno un maggior rischio di sviluppare problemi di salute mentale.
  • Nei primi anni di vita, i legami emotivi non sono ancora completamente formati. Avere cani o uccelli potrebbe, dunque, non avere un effetto significativo sulla salute mentale.
  • Avere un gatto all’età di 4-5 anni si associa ad una maggiore frequenza di problemi mentali. Questo potrebbe essere dovuto alla loro indole, spesso, indipendente, che limita lo sviluppo di un legame emotivo. Un ruolo importante potrebbe averlo anche la toxoplasmosi. Si tratta di un’infezione causata dal protozoo Toxoplasma Gondii, trasmesso dal gatto all’uomo, che risulterebbe correlata con lo sviluppo di problematiche comportamentali, disturbo bipolare e schizofrenia.
  • Un rapporto con criceti, pesci o tartarughe sembrerebbe avere, invece, un ruolo protettivo nello sviluppo delle problematiche mentali. Si tratta, infatti, di animali che richiedono un contatto stabile, facilitando lo sviluppo, da parte dei bambini, di empatia, autocontrollo e senso di responsabilità.
  • I bambini che hanno vissuto regolarmente con criceti, pesci o tartarughe hanno ottenuto risultati migliori rispetto a coloro che li hanno avuti occasionalmente, suggerendo che un legame continuativo nel tempo potrebbe essere più benefico di uno sporadico.

Gli effetti degli animali domestici sulla salute mentale dipendono, dunque, sia dalla durata del legame che dalla tipologia dell’animale. Tuttavia, i dati del Progetto INMA fanno riferimento solamente alla prima e alla seconda infanzia, evidenziando la necessità di ulteriori studi condotti su bambini più grandi.