Gli inaspettati benefici di Imparare ad Apprendere: i risultati di nuova ricerca scientifica

“La Professoressa Emilia Costa e Massimo De Donno con il presentatore Rai Fabio Canino

Contenuto offerto da Genio in 21 giorni

 

Studiare non mi piace!

Questo risponderebbero mediamente 8 studenti su 10, se solo potessero esprimere liberamente la loro opinione. In effetti, nella Ricerca “Esplorare strategie di studio, una ricerca per gli studenti” resa pubblica nel 2016 da Scuola e Didattica EDITRICE LA SCUOLA, risulta che solo 2 ragazzi su 10 dicono di amare lo studio. Il restante 80% risponde con un disilluso: “Magari mi piacesse”.

La stranezza di quest’indagine è che quasi tutti i ragazzi che dicono di non amare lo studio affermano di saper studiare. Il che è un controsenso, spiega Mel Levine, pediatra ed esperto di disturbi di apprendimento, nel suo libro “A modo loro. Come aiutare ogni bambino a scoprire le sue capacità e ad avere stima di sé”. Se sai veramente studiare allora automaticamente ami farlo, dice Levine.

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Detta in altre parole: alla base di ogni problema collegato allo studio c’è la mancanza di un metodo di studio costruito sul riconoscimento del personale stile di apprendimento (cioè come al nostro cervello piace di più apprendere le informazioni). Che si tratti di mancanza di concentrazione, di ansia di non riuscire, del non ricordare quello che si è studiato, di non avere abbastanza tempo, o della mancanza di motivazione, di problemi di comprensione ed elaborazione, la causa di fondo è sempre la stessa: manca un metodo di studio adeguato.

Menti diverse apprendono in maniera diversa”, insegna il dott. Levine.

Poi però si tende a somministrare le stesse lezioni a tutti gli studenti e, per chi ha difficoltà, il consiglio più o meno è sempre lo stesso: studia di più, leggi e ripeti di più.

Ma cosa succederebbe se ogni persona riuscisse a costruire il proprio metodo di studio personalizzato?

Che tipo di vantaggi e benefici potrebbero derivarne? Quali risultati, scolastici e lavorativi?

La risposta viene da una ricerca condotta dalla Prof. Emilia Costa, già Prima Cattedra di Psichiatria alla Sapienza, che nella sua carriera ha pubblicato 25 libri e più di 400 articoli scientifici. Questa volta lo ha fatto in collaborazione con Genio in 21 Giorni e ha presentato questo imponente lavoro il 25-26 Settembre al Congresso Airipa, Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento.

La ricerca è stata effettuata su un campione di 1053 allievi, spagnoli e italiani, partecipanti al corso Genio in 21 giorni, che hanno risposto a 4 questionari del Test AMOS, Abilità e motivazione allo studio, per la valutazione di aspetti relativi alle strategie di studio.

La ricerca si propone di indagare le percezioni dei miglioramenti raggiunti da soggetti adulti nell’apprendimento, attraverso l’introduzione di tecniche di apprendimento strategico, l’insegnamento di soft skills e la creazione di un personale metodo di studio.

Al momento della ricerca sono stati contattati tutti gli allievi che avevano frequentato il corso 3, 6, 9 , 12 e 24 mesi prima ed è stato chiesto loro di rifare il Test Amos. Da evidenziare che nessuno degli allievi, né i loro istruttori o preparatori personali fino a quel momento immaginava che sarebbe stato coinvolto in una ricerca con l’obiettivo di valutare il miglioramento nel tempo di parametri come l’Organizzazione, l’Elaborazione, la Sensibilità Metacognitiva, l’Autovalutazione, le Strategie, l’Ansia, la Resilienza e l’Incoerenza.

L’ipotesi della ricerca intendeva dimostrare come l’acquisizione e il consolidamento di abilità di studio e il riconoscimento di motivazioni all’apprendimento possano aumentare e migliorare, con una sollecitazione ad essere messe in campo da ciascun partecipante, le specifiche prestazioni e risultati oggettivi.

Lo scopo era anche quello di verificare se costruire il proprio metodo di studio nel rispetto di caratteristiche individuali specifiche, permettesse di vivere con maggiore motivazione, resilienza e soddisfazione l’esperienza dell’apprendimento.

Questo specifico percorso di formazione ha evidenziato ottimi risultati sia nella realizzazione degli obiettivi concreti dell’allievo (laurea, apprendimento di una lingua straniera, superamento di un concorso, ecc.), sia nell’aumento della voglia e del piacere di studiare.

Si è visto anche che il corso Genio in 21 Giorni accende la creatività e sviluppa le abilità naturali dell’allievo, permettendogli di avere nuovi risultati con un minor sforzo, e facendolo sentire più efficace, aumenta il desiderio di apprendere.