Amadori costretta dall’Antitrust a correggere informazioni sul benessere animale

Amadori si è impegnata con l’Autorità Antitrust a correggere alcune informazioni sul benessere animale riferite ai suoi prodotti: se non ottempererà rischia una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 5 milioni di euro. Si è chiuso così il braccio di ferro tra la nota azienda e l’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, che si era rivolta all’Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato, sostendendo l’ingannevolezza di alcune comunicazioni pubblicitarie da parte della Amadori.

Le migliori condizioni? Solo per Pollo Campese e 10+

Il ricorso si riferiva alla “diffusione sul sito internet aziendale – scrive l’Antitrust sul Bollettino settimanale – di una comunicazione commerciale diretta a veicolare, con particolare enfasi, l’impegno nel garantire le migliori condizioni di benessere animale in ogni fase della filiera“. In questi messaggi la Amadori però lasciava intendere che queste politiche di benessere animale fossero in realtà rivolte a tutte le linee di prodotto, cioè, l’azienda “appariva – prosegue l’Authority – ascrivere a tutta la produzione un vanto di tutela del benessere degli animali che, invece, risulta circoscritto a due linee di prodotto di nicchia (pollo campese e pollo 10+)”.

Più spazio? No “mera osservanza della legge”

Non solo. Il ricorso chiedeva di fare luce sulle misure adottate dall’aziende volte a garantire maggiore spazio vitale ai polli negli allevamenti. Scrive l’Antitrust: “Con specifico riferimento al pollo 10+, il claim impiegato ‘maggiore spazio in allevamento rispetto ai limiti di legge (con una densità massima di 33 kg per mq rispetto a 39 kg per mq)’ appariva non rispondente alla realtà, posto che l’operato del professionista si traduceva nella mera osservanza del limite di densità massima, pari a 33 kg/mq”.

Amadori: “Nessuna infrazione”

L’azienda si è impegnata a correggere le comunicazioni sul proprio sito, e in una nota stampa parla di “strumentalizzazioni da parte di Enpa” e  precisa che “nessuna infrazione è stata accertata dall’Autorità garante. Gli allevamenti Amadori (Pollo Qualità 10 + e Pollo Il Campese) sono conformi ai parametri fissati da Unaitalia e certificati da un ente terzo. L’azienda ha comunque avviato un confronto costruttivo con le istituzioni con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la chiarezza dei messaggi del proprio sito internet aziendale sul benessere animale e, pur ritenendo di aver già adempiuto ad ogni dovere di chiarezza di informazioni verso il consumatore, ha accolto le indicazioni di Agcm e fatto integrazioni alla pubblicazione on line”.

Enpa: “L’infrazione è stata rilevata dal Garante, che ha costretto l’azienda a rettificare”

“Se Amadori – è la posizione di Enpa – avesse realmente adempiuto ‘ogni dovere di chiarezza di informazioni verso il consumatore’ in materia di benessere animale, l’Autorità garante per la Concorrenza non avrebbe mai aperto un procedimento per pubblicità ingannevole“. E conclude: “Se al momento non si è arrivati a una sanzione  è solo perché Amadori si è impegnata davanti all’Agcm a modificare il contenuto delle comunicazioni al pubblico. Ma se queste comunicazioni erano chiare e corrette, come l’azienda sostiene, perché cambiarle radicalmente, visto che non si tratta di semplici ‘integrazioni’?”