Tassa sui funerali: scatta l’Iva al 10%? Mdc: “Uno scherzo macabro”

Introduzione dell’Iva al 10% sui funerali – attualmente esenti -; pagamento di una tantum di 30 euro per finanziare destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali. E ancora: l’obbligo per i Comuni di destinare il 20% della Tasi incassata ai cimiteri monumentali affinché possano coprire i loro costi.

Sono solo alcune delle novità fiscali – in parte veri e propri inasprimenti tanto che si parla già di nuova “tassa sui morti” – contenute nel disegno di legge a firma del senatore Stefano Vaccari (Pd) in discussione alla Commissione Sanità di Palazzo Madama che riordina l’attività funeraria.

Molto critico Francesco Luongo presidente del Movimento difesa del cittadino: “Se fosse uno scherzo, sarebbe di cattivo gusto. Purtroppo non lo è: alla vigilia del prossimo 2 novembre, giorno in cui si celebrano i defunti, ci troviamo a dover denunciare l’arrivo di una incredibile ‘tassa sui morti'”.

“Si tratta – denuncia Luongo – di una proposta che vuole riorganizzare il settore dei funerali, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l’evasione fiscale, ma che in sostanza introduce nuovi costi per i cittadini per il funerale e la sepoltura dei propri cari. La nuova ‘tassa’ prevede innanzitutto l’applicazione dell’Iva al 10% sui servizi funerari, fino a oggi esenti dall’imposta e persino il pagamento di una sorta di ‘affitto sulla tomba’, un contributo annuale che dovrebbe essere pari a 30 euro, destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali”.

Luongo: “Con nuove tasse il funerale costerà 2.200 euro”

“Un’altra conseguenza del ddl – attacca il presidente di Mdc – sarà la riduzione delle agenzie funebri presenti sul territorio in quanto si stabilisce che le imprese che organizzano più di 300 funerali l’anno (fino a 1000) dovranno avere almeno 3 mezzi di proprietà, 6 dipendenti assunti a tempo indeterminato e un direttore tecnico, mentre quelle che organizzano più di 1.000 funerali dovranno possedere 4 carri funebri e avere 12 dipendenti. Le aziende che non si adegueranno alle nuove norme saranno inesorabilmente costrette a chiudere o ad essere assorbite da altre imprese più grandi”.

“Tutto questo – conclude Luongo – comporterà inevitabilmente un aumento dei costi dei funerali e del mantenimento dei loculi e cappelle in cui sono sepolti i nostri cari estinti. Se un funerale tipo, ad esempio, oggi costa in media 2.000 euro, con la nuova norma la spesa aumenterà a 2.200 euro. Sarà proprio il caso di dire: ‘Caro defunto!‘”