In edicola: n.11 | novembre 2026 · Guarda il sommario Assistenza: [email protected] · Entra con la tua email
News

Sale con potassio, un’arma contro l’ipertensione: quasi 3 milioni di morti l’anno evitabili

Secondo uno studio su Nature Health, sostituire il sale da cucina con una versione arricchita di potassio ridurrebbe un decesso cardiovascolare su dieci in gran parte del mondo. Ma senza l’industria alimentare il beneficio si ferma a metà

2 min di lettura
Sale con potassio, un’arma contro l’ipertensione: quasi 3 milioni di morti l’anno evitabili
salt on black wood

Troppo sodio e poco potassio: è la combinazione che spinge la pressione alta, primo fattore di rischio per ictus, infarti e malattie renali. Una ricerca del George Institute for Global Health stima che il passaggio al sale arricchito di potassio potrebbe prevenire ogni anno quasi 3 milioni di morti e 10 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali.

I numeri dello studio

La stima riguarda l’intero pianeta: quasi 3 milioni di decessi e 10 milioni di nuovi casi di patologie cardiovascolari e renali evitati ogni anno. In molti Paesi, sempre secondo gli autori, si potrebbe scongiurare fino a un decesso cardiovascolare su dieci.

Cos’è il sale arricchito

Si ottiene sostituendo una parte del cloruro di sodio, il componente principale del sale comune, con cloruro di potassio. Per aspetto, sapore e uso in cucina resta simile a quello tradizionale. L’effetto è doppio: si introduce meno sodio e più potassio con un solo gesto. Per Bruce Neal del George Institute, il vantaggio sta proprio nell’affrontare insieme entrambi i problemi alimentari. Nel 2025 l’Oms ha raccomandato questo tipo di sale per abbassare la pressione e il rischio di malattie cardiovascolari.

Il peso dell’ipertensione

Nel mondo un adulto su tre tra i 30 e i 79 anni ha la pressione alta, circa 1,4 miliardi di persone. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e disabilità, con almeno 19,2 milioni di decessi l’anno.

Il nodo dell’industria

Secondo Neal non esiste una ricetta valida ovunque. Le strategie vanno tarate Paese per Paese, a seconda che il sodio arrivi soprattutto dal sale usato in casa o dagli alimenti industriali. In Europa e Nord America, dove oltre il 70% del sale ingerito viene da prodotti confezionati e pasti al ristorante, i massimi benefici si avrebbero solo con il coinvolgimento dell’industria alimentare. Cambiare il sale che teniamo in dispensa, insomma, non basta.

In edicola · n.11novembre 2026 · Abbonati o PDF

Leggilo