Un sondaggio YouGov , promosso da Pan-Europe, Lipu, Greenpeace e Wwf, e condotto su 7mila cittadini europei tra Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Romania e Spagna rivela una netta opposizione alle norme chiave della proposta Food and Feed Safety Omnibus presentata dalla Commissione europea nel dicembre 2025. Il regolamento europeo punta a introdurre l’autorizzazione a tempo indeterminato per i pesticidi e a estendere le deroghe sul mercato per prodotti cancerogeni o contaminanti delle falde acquifere, eliminando i controlli periodici di sicurezza che dal 2011 hanno consentito di vietare 54 sostanze nocive.
Secondo i dati diffusi oggi, presentati nel corso di una conferenza stampa on line, tra il 68% e l’80% dei cittadini europei chiede un’eliminazione graduale e completa dei pesticidi chimici, mentre fino al 72% auspica revisioni di sicurezza più frequenti di quelle attuali. Per la schiacciante maggioranza della popolazione la salute umana rappresenta la priorità assoluta (68-76%), seguita dalla tutela dell’acqua e della biodiversità, mentre la quasi totalità degli intervistati chiede che ad applicarsi sia il principio “chi inquina paga”, addebitando i danni all’industria chimica anziché a contribuenti o agricoltori.
I risultati del sondaggio mostrano inoltre che tra gli elettori di tutti gli schieramenti politici europei il sostegno alle autorizzazioni illimitate non supera il 10%, scendendo al 5% tra gli elettori del Ppe e al 7% tra quelli dell’Ecr. Questo dimostra l’esistenza di una profonda spaccatura tra le posizioni dei rappresentanti politici di centrodestra al Parlamento europeo e le preferenze delle loro basi elettorali.
“Il messaggio è chiaro: le autorizzazioni illimitate dei pesticidi non hanno alcun sostegno pubblico, nemmeno da parte degli elettori conservatori e di estrema destra. Gli eurodeputati che spingono per indebolire le tutele sui pesticidi lo fanno a prescindere dalla volontà delle persone che rappresentano”, dichiara Salomé Roynel, Policy officer di Pan-Europe.
Il rifiuto della deregulation appare ancora più netto nel campione italiano: ben il 76% dei cittadini chiede il ritiro totale dei pesticidi, mentre appena il 6% appoggia l’autorizzazione illimitata e il 61% pretende revisioni più frequenti rispetto al termine attuale di 15 anni. Nel valutare i criteri di approvazione, gli italiani mettono al primo posto la salute (74%), la tutela dell’acqua (48%) e la biodiversità (39%), relegando l’importanza delle rese agricole ad appena il 6% e quella dei prezzi alimentari al 10%. Questa scala di valori rimane pressoché identica anche analizzando il solo elettorato di destra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia), confermando come la difesa della salute trascenda gli schieramenti politici.
“I cittadini vogliono un’eliminazione graduale e completa dei pesticidi. Desiderano che la salute pubblica e ambientale vengano al primo posto e che l’industria paghi per i danni causati dai pesticidi. Chiediamo a tutti gli eurodeputati di schierarsi al fianco dei propri elettori, di ascoltare le organizzazioni mediche e scientifiche che si sono già espresse, e di respingere la proposta Omnibus“, concludono le organizzazioni promotrici.

