“Caro Salvagente,
ogni mese vi leggo con grande interesse e mi guidate nella spesa.
Volevo chiedervi come mai hanno cambiato gli ingredienti al borotalco Roberts, quello verde per i bambini, per capirci. Lo uso e temo che gli ingredienti di adesso siano stati ‘peggiorati’, diciamo, rispetto alla composizione precedente. Mi dite se posso continuare a usarlo con tranquillità?”.
Doriana Segnan
Il dubbio della nostra lettrice è comprensibile. In questo caso, però, la sostituzione del talco con l’amido di riso va accolta positivamente: viene meno un ingrediente sul quale pesano sospetti importanti.
Nella nuova polvere Borotalco Roberts, al primo posto dell’elenco degli ingredienti troviamo ORYZA SATIVA STARCH, cioè amido di riso. Seguono, tra gli altri, cellulosa e amido di mais, indicato come ZEA MAYS STARCH. Il talco minerale non compare nella formula. Non si tratta dunque soltanto di sostituire una polvere con un’altra, ma di una riformulazione con più componenti.
La dicitura commerciale “Talco Vegetale” non deve trarre in inganno: il talco è un minerale; qui il nome identifica una miscela alternativa di origine vegetale. Il sito del marchio colloca questa innovazione nel 2025, mentre un comunicato Bolton del 4 marzo 2026 presenta espressamente la nuova polvere per la pelle e la sua confezione rinnovata. Sono le tappe documentate per Roberts, da distinguere da quelle di Johnson & Johnson.
Perché l’amido di riso desta meno preoccupazioni
L’amido di riso è un ingrediente cosmetico con funzione assorbente: aiuta a trattenere l’umidità senza ricorrere al talco minerale. Il gruppo di esperti del Cosmetic Ingredient Review lo ha giudicato sicuro nelle condizioni d’impiego cosmetico esaminate. È quindi un’alternativa decisamente meno sospetta sul fronte che ha reso controverso il talco.
Sul minerale, infatti, il quadro scientifico è cambiato. Nel luglio 2024 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, la Iarc dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha classificato il talco come probabilmente cancerogeno per l’uomo, nel gruppo 2A. La valutazione poggia su prove limitate nell’uomo, riferite al tumore ovarico, prove sufficienti negli animali e forti evidenze sui meccanismi biologici coinvolti.
Un problema ulteriore è la possibile contaminazione del talco con amianto, presente in alcuni giacimenti. Il talco contenente amianto rientra nella classificazione dei cancerogeni certi. Questo non significa che ogni prodotto a base di talco ne contenga.
Johnson & Johnson: lo stop americano nel 2020, quello mondiale annunciato nel 2022
La vicenda più nota riguarda Johnson’s Baby Powder, un prodotto diverso dal Borotalco Roberts, realizzato da un’altra azienda.
Come raccontavamo nel maggio 2020, Johnson & Johnson aveva deciso di interrompere la commercializzazione della polvere per bambini a base di talco negli Stati Uniti e in Canada. L’annuncio aziendale è del 19 maggio 2020: la versione con amido di mais sarebbe rimasta disponibile, mentre quella con talco avrebbe continuato a essere venduta negli altri mercati. L’impresa motivava la decisione con ragioni commerciali e il calo della domanda, continuando a difendere la sicurezza del prodotto. L’annuncio del 2020.
Per l’Europa la data da ricordare è l’11 agosto 2022: quel giorno l’azienda annunciò l’eliminazione della versione con talco a livello mondiale nel corso del 2023, passando a una gamma a base di amido di mais. Anche in questo caso parlò di una scelta commerciale. Si tratta dunque di un precedente internazionale, non dell’annuncio del cambio di formula Roberts; inoltre Johnson’s ha scelto il mais, mentre nella nuova polvere Roberts il primo ingrediente è l’amido di riso. L’annuncio mondiale.
Dalle condanne ai tentativi di accordo
Dietro la controversia Johnson & Johnson ci sono migliaia di persone che attribuiscono ai prodotti a base di talco tumori ovarici o mesoteliomi, questi ultimi legati all’esposizione ad amianto. Sono filoni distinti, da non sovrapporre.
Tra i casi più rilevanti c’è il processo Ingham: nel 2018 una giuria assegnò circa 4,7 miliardi di dollari a un gruppo di donne e familiari. L’importo fu ridotto in appello a circa 2,1 miliardi nel 2020. Nel 2021 la Corte suprema statunitense rifiutò di riesaminare il caso e l’azienda pagò, con gli interessi, circa 2,5 miliardi. La ricostruzione nei documenti societari.
Nel frattempo, nell’ottobre 2019, un controllo della Food and Drug Administration aveva rilevato amianto in un campione di Johnson’s Baby Powder, determinando il richiamo volontario di un lotto negli Stati Uniti. L’avviso della Fda.
L’azienda ha poi cercato di risolvere il contenzioso attraverso procedure concorsuali di società controllate. Il terzo tentativo si è fermato nel marzo 2025, quando il tribunale ha respinto il piano di Red River Talc. Il comunicato sulla decisione.
Si arriva così all’accordo raccontato dal Salvagente il 29 luglio 2026. Il comunicato aziendale del 27 luglio precisa che l’impegno da 5,5 miliardi di dollari riguarda circa 76mila richieste per tumore ovarico ed è subordinato, tra le altre condizioni, alla partecipazione di almeno il 95% delle richieste residue. Il primo pagamento previsto, fino a 3 miliardi, è nel 2027. Non va quindi descritto come una somma già interamente versata. Johnson & Johnson continua a negare che i propri prodotti abbiano causato il cancro.
La risposta a Doriana
Alla nostra lettrice possiamo dunque dire che il passaggio all’amido di riso non rappresenta un peggioramento per il motivo che la preoccupa: elimina il talco e i dubbi che lo accompagnano.
Resta una precauzione valida anche per le polveri vegetali: evitare di disperderle nell’aria e di respirarle. Anche l’amido può irritare le vie respiratorie. Meglio applicarne poco, con attenzione e lontano dal viso. La nuova formula contiene inoltre profumo e sostanze profumanti: la tollerabilità va valutata sull’intero prodotto, soprattutto se compaiono arrossamenti o prurito. La sostituzione dell’ingrediente è una buona notizia; la tranquillità passa anche dal modo in cui lo si utilizza.

