
L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha stabilito che alcuni messaggi del fornitore vantano qualità obiettive dell’offerta che Octopus “non ha minimamente provato”. Da qui la richiesta di cessarli
L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap) ha dichiarato ingannevole la campagna di Octopus Energy e pertanto deve cessare. Come riporta l’AdnKronos, nel mirino del Giurì sono finiti i messaggi “il 96% dei nostri clienti spende meno rispetto a precedente fornitore”; “con Octopus puoi risparmiare. Il 96% dei nostri clienti lo conferma”; “Energia pulita a prezzi accessibili”; “canto delle sirene dell’energia: promesse luccicanti che spesso nascondono costi e vincoli imprevisti”.
“Il Giurì, pronunciandosi limitatamente alle comunicazioni commerciali veicolate attraverso canali aderenti al sistema autodisciplinare, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni relative ai vanti di risparmio del 96% dei clienti ed al dispacciamento di energia pulita sono in contrasto con l’art. 2 del Codice e ne ordina la cessazione”.
Secondo la pronuncia, affermazioni come ”il 96% dei nostri clienti spende meno” e ”puoi risparmiare – il 96% dei nostri clienti lo conferma” vantano qualità obiettive dell’offerta che Octopus ”non ha minimamente provato”. Il dato riportato è basato su un sondaggio fatto dalla stessa Octopus con una parte dei suoi clienti, privo di metodo statistico e oggettivo mentre, rileva il Giurì, ”il risparmio costituisce un dato matematico” e quindi ”va dimostrato in base ai fatti”.
Analogamente, secondo lo Iap, il claim ”energia pulita a prezzi accessibili” è ”in contrasto radicale con il divieto di ingannevolezza” dell’art 2 del Codice di Autodisciplina della comunicazione commerciale. Secondo l’articolo, la comunicazione commerciale deve evitare “ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti”. Lo Iap ha ritenuto ingannevole la ”generica rivendicazione di vantaggi di prezzo o ambientali” da parte di Octopus, che ora, per adeguarsi alle prescrizioni, dovrà rimuovere o adeguare i messaggi contestati.







